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LE PALME DA OLIO

Elaeis guineensis Jacq. (Foto N. Longhitano)

Elaeis guineensis Jacq.

Etimologia - Il termine generico deriva dal greco elaia = oliva, per i frutti ricchi di oli. Il termine specifico allude all'area di origine della specie.

Area di origine - Foreste pluviali della Guinea (Africa occidentale).

Descrizione botanica - Elegante palma simile al Cocco (Cocos nucifera), con fusto eretto, alto 25-30 m in natura, 10-15 m in coltivazione, fortemente anulato, ma privo di spine. Le foglie sono pennate, lunghe 4-5 m, con 50-60 segmenti lanceolati, appuntiti, e picciolo lungo fino a 1 m, spinoso-dentato sui bordi. I fiori, unisessuali su piante monoiche, sono riuniti in brevi infiorescenze che compaiono tra le foglie, formando gruppi densi e compatti. I frutti si formano precocemente, già in esemplari di appena 3 anni, sono carnosi, simili a piccole prugne, lunghi 2-3 cm, oblungo-ovoidi, di colore rossastro, riuniti in grossi grappoli, detti règimi, del peso di 3-15 Kg.

Usi - I frutti e i semi di Elaeis guineensis forniscono un olio vegetale pregiato, largamente usato a scopi alimentari, cosmetici e industriali. Per tale motivo questa palma viene ampiamente coltivata non solo in Africa, nei luoghi di origine, ma anche in altri paesi, come le Antille, il Sud America, la Malesia, l'Indocina, ecc., dove forma estese piantagioni.

L'olio di migliore qualità, noto commercialmente come olio di palmisti, si ricava dai semi, preventivamente sgusciati e macinati, quindi sottoposti a spremitura a caldo; raramente esso si estrae con solventi chimici. Il contenuto di olio per seme varia dal 43 al 51%.

Dal punto di vista chimico ed organolettico, quest'olio è molto simile a quello di cocco, dal quale differisce per il maggior contenuto di acido oleico; ha consistenza solida e burrosa al di sotto dei 20C, colore bianco-giallognolo, sapore gradevole ed emana un odore simile al cocco.

L'olio di palmisti possiede un grado di acidità variabile, in genere non superiore al 15%, e viene utilizzato soprattutto a fini alimentari, come margarina o burro vegetale o sotto forma di olio parzialmente idrogenato; per tali scopi esso viene opportunamente raffinato e decolorato.

Un olio a maggior grado di acidità, quindi qualitativamente meno pregiato, si ricava dalla polpa fibrosa dei frutti, previa spremitura a caldo. Quest'olio, il cui contenuto varia dal 40 al 70 % per frutto, viene adoperato soprattutto nella preparazione di saponi e cosmetici o, a livello industriale, come lubrificante.