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LE PALME DA ZUCCHERO

Arenga microcarpa Becc. (Kew Gardens. Foto P. Pavone)

Arenga saccharifera Labill.

Etimologia - Il termine generico deriva dal nome giavanese aren di questa pianta. Il termine specifico, dal latino saccharum e dal greco saccharon, deriva dal sanscrito sarkara usato per indicare lo zucchero.

Area d'origine - Malesia.

Descrizione botanica - Presenta un tronco alto 7-12 m, fittamente ricoperto dalle basi fogliari che formano un mantello di fibre nere, prolungate in lunghe spine sporgenti. Le foglie sono grandi, erette, pennate, di colore verde scuro superiormente e biancastre sulla pagina inferiore. L'infiorescenza, portata da un asse lungo 2-3 m, è costituita da fiori maschili e femminili (palma monoica). I frutti, globosi e brunastri, sono fortemente irritanti al contatto con la pelle.

Usi - Nei paesi di origine o nelle zone dove questa palma si coltiva, dalla linfa si estrae lo zucchero che è di una certa valenza economica. Lo zucchero greggio (jaggery, gur) ha colore bruno e sapore gradevole e contiene il 50-75 % di saccarosio. Può anche essere purificato, ottenendo dei prodotti raffinati (akrah, dobarrah) in cui la percentuale di saccarosio è molto più elevata (fino al 98%). Spesso da questa linfa zuccherina, per fermentazione, si ottiene un vino, comunemente noto come toddy, ed anche un distillato detto arrack.