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LA PALMA NANA

Chamaerops humilis L. (Orto Botanico di Catania. Foto P. Minissale)

Chamaerops humilis L.

Area d'origine - Regione mediterranea.

Etimologia - Il termine generico deriva dal greco chamai = per terra, al suolo e rops = virgulto, cespuglio e allude al portamento della pianta, al quale fa riferimento anche il termine specifico, di origine latina.

Descrizione botanica - Pianta d'aspetto cespitoso, acaule o con fusti multipli, alti fino a 2 m, talora anche 6-8 m in coltivazione, coperti da fibre e dai resti dei piccioli fogliari. Le foglie sono persistenti, a ventaglio, rigide e dritte, con lunghi e sottili piccioli muniti di spine laterali e lamina divisa in 16-20 segmenti appuntiti: I fiori, unisessuali o ermafroditi, sono piccoli, gialli, riuniti in dense pannocchie che si originano tra i piccioli fogliari, avvolte da una spata bivalve. I frutti sono carnosi, ovoidali, di colore giallo-rossastro, lunghi 2-3 cm, non commestibili.

Usi - In tutti i paesi del Mediterraneo occidentale, dove cresce spontanea, le foglie della Palma nana sono state sempre utilizzate per lavori d'intreccio di vario tipo.

Il germoglio apicale viene utilizzato nell'alimentazione come cavolo-palmizio, soprattutto nei paesi del Nord Africa, ma anche in Sicilia dove è noto come ciafagghiuni.