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- La Valutazione di Impatto Ambientale in mare: quadro di riferimento
ambientale
Introduzione
Nella procedura di
V.I.A. l'Ambiente marino è il mare costiero della Provincia neritica, compresa
tra la piattaforma continentale e la battigia, e comprende sia il Dominio
pelagico che quello bentonico di questa porzione dell'Ecosistema marino.
Dati e fonti.
Testi consigliati per
l'approfondimento sono:
Ghirardelli E., 1981
- Ia vita nelle acque. Ed. U.T.E.T. Torino.
Perrera G. &
Giaccone G., 1986 - Il mare costiero visto dal biologo. Ed. S.T.A.S.S. Palermo.
Piani regionali di
risanamento delle acque previsti dalla legge n° 319/1976.
Il quadro di
riferimento ambientale per quanto concerne l'ambiente idrico marino deve essere
analizzato in un ambito territoriale di riferimento, definito da un'area vasta
delimitata da unità fisiografiche, come golfi, baie, promontori, penisole,
isole, versanti, settori di bacini biogeografici, ecc.
Il sito interessato
dalla realizzazione dell'opera, della quale si intende valutare l'impatto
ambientale, deve essere analizzato con scale proporzionate e corrispondenti a
quelle usate negli elaborati grafici e nei calcoli del progetto preliminare, di
quello di massima o definitivo e, limitatamente ai fattori di mitigazione, nel
progetto esecutivo.
Nella legge n°
109/1994 è prevista nell'articolazione della fase progettuale di un'opera anche
una progettazione preliminare per la quale è obbligatoria solo una relazione di
impatto ambientale, basata sulla natura dell'intervento, sui profili ambientali
e biologici della porzione di ecosistema interessato e sugli usi attuali e
potenziali deducibili dal quadro di riferimento programmatico (Piani
regolatori, Piani particolari, Piani di sviluppo, ecc...).
Dati e fonti.
Testi consigliati per
l'approfondimento:
Direttiva C.E.E. n°
337/1985, n° 11/1997, n°43/1992 e successive modifiche.
Decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, 27 dicembre 1988, D.P.R.
12 aprile 1996, D.P.R. n° 357/1997, Circolare Min. Ambiente del 30-03-1990.
Legge quadro in
materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994 n° 109.
Valutazione di
Impatto Ambientale, Edizioni di legislazione tecnica. Roma, 1993.
Di Geronimo I.,
Giaccone G., et al., 1992 -
Valutazione di impatto ambientale in aree costiere della Sicilia. Boll. Acc.
Gioenia Sci. Nat. Catania, 25(339): 237-298.
Mallandrino G.A.,
1989 - La valutazione di impatto ambientale per le opere marittime. Lega Navale
Italiana. Quaderno n° 39: 171-194.
Giaccone G., 1987 -
Stato dell'ambiente marino costiero in Sicilia. Lega Navale Italiana, Sez. di
Agrigento. Quaderno n° 25: 1-113.
Giaccone G. & Di
Martino V., 1995 - Stato e cause di inquinamento delle acque costiere in
Sicilia. Boll. Acc. Gioenia Sci. Nat. Catania. 28 (349).
Definizione delle Componenti, dei Fattori e dei
Parametri.
Metodi e strumentazioni.
Anche per la
procedura di V.I.A. per l'ambiente marino i valori tutelati dalla direttiva
C.E.E. n° 337/85 sono:
- proteggere la
salute umana, contribuendo con un migliore ambiente alla qualità della vita;
- provvedere al
mantenimento della varietà delle specie, conservando la capacità di
riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale di vita.
Questi valori sono
stati ritenuti inviolabili anche dall'Agenda 21 del Vertice della Terra di Rio
de Janeiro del 1992.
Secondo i
D.P.C.M/1988 nello studio di V.I.A. vanno considerati per ogni sito ed area le
componenti naturalistiche ed antropiche interessate, le interazioni tra queste
ed il sistema ambientale preso nella sua globalità.
Tra le componenti ed
i fattori che interessano l'ambiente idrico delle acque marine appaiono
determinanti e peculiari quelli elencati nell'Allegato II del D.P.C.M.
27/12/1988 (da A ad I):
A) Atmosfera: qualità
dell'aria e caratterizzazione meteoclimatica.
Per quanto concerne
la qualità dell'aria è di particolare interesse stabilire la situazione
preesistente e le previsioni di impatto del progetto sull'interfaccia
aria-acqua e sugli organismi marini. I Parametri atti ad esprimere e misurare
questo fattore sono ad es. la tensione superficiale e gli scambi gassosi
nell'epineuston e le colture microbiologiche di campioni di aria prelevati
presso la battigia. Gli organismi dell'epineuston vivono, infatti, nella pellicola
di tensione superficiale nell'interfaccia aria-acqua. Le misure vanno
effettuate in differenti condizioni di vento e con ritmo stagionale durante
cicli nictimerali.
Dati e fonti.
Metodologie e dati su
questi parametri si possono trovare nella Révue d'Océanographie Médicale del
C.E.R.B.O.M. di Nizza.
La caratterizzazione
meteomarina del sito e dell'area vasta è un fattore determinante per
caratterizzare l'ambiente marino, anche perché influenza i parametri di molti
altri fattori ambientali. Oltre all'analisi di serie pluridecennali, deducibili
dagli annali idrologici per le stazioni meteorologiche prossimali, è necessario
installare sul sito per un ciclo annuale una stazione meteorologica a terra
munita di un anemometro registratore e completata a mare da un ondametro, da
batterie di correntometri registratori e da sonde per temperatura e salinità.
Misure di trasparenza al disco Secchi e correntometria con misure lagrangiane
(lancio di croci di deriva) possono essere necessarie se si intendono utilizzare
teleosservazioni da satellite.
Dati e fonti.
Su queste metodologie
si può utilmente consultare:
La Rivista di
Ingegneria Ambientale edita dall'Istituto di Ingegneria Sanitaria del
Politecnico di Milano;
Mosetti G., 1970 -
Fondamenti di Oceanografia ed Idrologia. U.T.E.T. Torino;
Olivetti R., 1970 -
Condotte di scarico sottomarine. Politecnico di Milano. Istituto di Ingegneria
Sanitaria.
B) Ambiente idrico:
acque marine, considerate come componenti, come ambienti e come risorse.
Il fattore biotico
delle acque marine si distingue in plancton e necton. Il Bentos è comune sia
alle acque che al suolo subacquatico e ne parleremo nell'esame di questa
componente ambientale.
Le metodologie per lo
studio del plancton e del necton in mare sono state standardizzate per l'Italia
dagli omonimi comitati della Società Italiana di Biologia Marina (SIBM) con
sede presso l'Acquario di Livorno.
Sono disponibili sia
manuali pratici che monografie pubblicati nei volumi congressuali e nella
rivista Biologia Marina Mediterranea, edita dalla SIBM a Genova.
Per il plancton è
importante lo studio qualitativo e quantitativo ed il rapporto tra produttori
(fitoplancton: come clorofilla a) e consumatori (zooplancton: come ATP), per
valutare la portanza biologica (come biomassa: C/m2/giorno) della colonna
d'acqua nel sito studiato e l'efficienza nei primi anelli della catena trofica,
in base al flusso di energia (come Kcal/m2/giorno) e di nutrienti.
Per il necton è
necessario approfondire il suo valore in quanto risorsa prelevabile con l'attività
di pesca e rinnovabile mediante la trasformazione dell'energia, accumulata dai
produttori e consumatori nei primi anelli della catene trofica (come peso del
pescato/unità di superficie/giorno).
Nello studio di
queste componenti è necessario valutare gli indici sinecologici, che
memorizzano gli eventi ambientali e danno parametri per valutare la qualità
dell'ambiente, la biodiversità ed il funzionamento dell'ecosistema pelagico nel
suo complesso.
Lo studio delle acque
marine come ambienti comprende le analisi chimiche e fisiche almeno dei
parametri elencati nella tabella A della Legge n° 319/1976 (Legge Merli e
successive modifiche). Prelievi ed analisi devono essere effettuati a tre
profondità e con frequenza mensile.
Dati e fonti.
Metodi analitici
specifici sono pubblicati nei quaderni dell'Istituto di Ricerca sulle Acque
(I.R.S.A.) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.) Roma.
I metodi di
campionamento sono standardizzati in:
Manuale n° 106
(Edizione 1976 e successivi aggiornamenti) dell'UNICHIM di Milano: Metodi di
Campionamento di Acque di Mare;
Magazzù G., 1978 (e
successivi aggiornamenti della S.I.B.M.) - Metodi per lo studio del Plancton e
della produzione primaria. Ed. Grafica Meridionale. Messina;
C)Suolo e sottosuolo:
intesi sotto il profilo geologico, geomorfologico e biologico sia bentonico che
necto-bentonico, in quanto risorse non rinnovabili i primi due e rinnovabili il
terzo ed il quarto.
Alla competenza del
biologo attiene: la caratterizzazione pedologica dell'area interessata
dall'opera proposta, con particolare riferimento alla composizione
fisico-chimica del suolo sottomarino ed in particolare ai processi
ossidoriduttivi in atto, mediante misure redox. Inoltre si devono determinare
le interazioni tra la componente biotica ed il substrato in funzione delle
capacità d'uso e di ricezione di reflui.
D) Vegetazione e
flora.
Questo complesso di
fattori (inclusa la fauna) costituisce la porzione più importante dell'impegno
del biologo nella procedura di V.I.A.
Il D.P.C.M. n°
27/12/1988 nell'Allegato II riporta (con alcune nostre modifiche): La
caratterizzazione dei livelli di qualità della vegetazione e delle flora
presenti nel sistema ambientale interessato dall'opera è compiuta tramite lo
studio della situazione presente e della prevedibile incidenza su di esse delle
azioni progettuali, tenendo presenti i vincoli derivanti dalla normativa ed il
rispetto degli equilibri naturali. Le analisi sono effettuale attraverso:
a) vegetazione e
flora:
- carta della
vegetazione, espressa come essenze dominanti sulla base di analisi
aerofotografiche e di rilevazioni fisionomiche dirette;
- "Profili
batimetrici delle unità vegetazionali lungo la zonazione bionomica sia su
substrato duro che mobile";
- flora significativa
potenziale (specie e popolamenti rari e protetti sulla base delle formazioni
esistenti e del clima);
- liste delle specie
botaniche presenti nel sito direttamente interessato dall'opera;
- quando il caso lo
richiede, rilevamenti fitosociologici nell'area di intervento.
Noi siamo convinti
che è sempre necessario effettuare lo studio fitosociologico.
Per caratterizzare i
livelli di qualità della vegetazione e della flora di un sito è necessario
avere dei dati di riferimento per l'area vasta o in alternativa per il settore
biogeografico di appartenenza (Adriatico, Egeo, Jonio, Tirreno, ecc.) o dei
dati medi dell'intero bacino: il Mediterraneo.
Dati e fonti:
La ricerca delle
fonti per l'Italia è facilitata dall'esistenza di una bibliografia informatizzata
della Società Italiana di Biologia Marina (SIBM) con sede presso l'Università
di Bari e per l'intero Mediterraneo di quella della Commissione Internazionale
per l'Esplorazione Scientifica del Mediterraneo (CIESM), un organo
intergovernativo dell'ONU con sede presso il Principato di Monaco. Laboratori
pubblici di Biologia Marina dotati di buone biblioteche sono ormai presenti in
quasi tutte le Università delle città costiere.
Inoltre esiste una
rete di biblioteche scientifiche ubicate presso gli istituti marini del
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), del Ministero dell'Ambiente: Istituto
Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare (ICRAM) e
altri minori dell'ENEA e di alcune Provincie italiane.
La quasi totalità delle
opere pubblicate non sono distribuite nelle librerie ed è necessario consultare
le biblioteche degli Enti pubblici di ricerca esistenti nel territorio
dell'indagine. Un elenco delle fonti principali verrà riportato in
bibliografia.
Per la cartografia della
vegetazione marina si è realizzata una normalizzazione dei simboli e si è
redatta una lista delle unità sintassonomiche cartografabili in Mediterraneo:
Meinesz et al.,
1983 - Normalisation des symboles pour la raprésentation et la cartographie des
Biocénoses bentiques littorales de la Méditerranée. Ann.Inst.Océanogr. Paris. 59(2): 155-172.
Per l'individuazione
delle associazioni vegetali e per la loro rappresentazione cartografica si
possono consultare alcune monografie concernenti la cartografia e la zonazione
bionomica del sistema fitale del Mediterraneo:
Giaccone et al., 1993-94 - La vegetazione marina
del Mediterraneo. I, II, III. Boll.Acc. Gioenia Sci.Nat., Catania. 26(341),
27(346).
Pérès J.M., 1982 - Zonations. 2 in Kynne O. - Marine ecology. Ed. Wiley -
Interscienze, London.
Barone et al., 1985 - Metodi biologici per la
valutazione dell'impatto ambientale a mare: La cartografia biocenotica.
Ingegneria Ambientale. 14(10): 563-572.
Giaccone et al., 1988 - Studio di impatto
ambientale nell'area portuale antistante lo stabilimento industriale Enichem di
Porto Torres. Boll.Soc.Sarda Sci.Nat. 26: 43-67.
Dati e fonti:
Vedasi il quadro
riassuntivo delle unità sintassonomiche del Mediterraneo. (secondo Giaccone et al. 1993, 1994a, 1994b; Giaccone
& Di Martino, 1997; Giaccone, 1999).
La lista delle specie
presenti nel sito direttamente interessato dall'opera, si ricava non solo dai
rilievi fitosociologici, ma da raccolte randomizzate anche in nicchie
ecologiche presenti in habitat più omogenei. Nella lista bisogna evidenziare la
flora significativa potenziale (specie e popolamenti rari e protetti sulla base
delle formazioni esistenti e del clima).
Nel lavoro di
determinazione della flora marina deve essere annotato: il ruolo della specie
nella struttura della vegetazione (epibiosi, strato elevato, sottostrato,
rizofitismo); lo stato riproduttivo (gametofito maschile e femminile,
sporofito, propagulo); la categoria ecologica, biologica e corologica.
Dati e fonti:
A) Elenco delle categorie ecologiche
Secondo il SUBSTRATO
|
Epilitiche |
specie che vivono fissate su roccia; |
|
Endolitiche o
tranofite |
specie viventi dentro la roccia; |
|
Psammofile |
specie che si impiantano su sabbia; |
|
Pelofile |
specie che vivono sul fango; |
|
Epibionti |
specie viventi su
vegetali (epifitiche) o su animali (epizoiche); |
|
Endobionti |
specie che vivono dentro vegetali (endofitiche) o dentro animali
(endozoiche). |
Secondo la TEMPERATURA
|
Euriterme |
specie che sopportano temperatura variabile; |
|
Stenoterme |
specie che esigono temperatura stabile (macro-, meso-,
microtermiche). |
Secondo l'ILLUMINAZIONE
|
Eurifotiche |
specie che sopportano valori variabili dell'illuminazione; |
|
Stenofotiche |
specie che esigono valori stabili di illuminazione (sciafile,
mesofotiche e eliofile). |
Secondo la SALINITÀ
|
Eurialine |
specie che sopportano valori variabili di salinità; |
|
Stenoaline |
specie che esigono valori costanti di salinità (iperaline, mesoaline,
ipoaline). |
Secondo l'IDRODINAMISMO
|
Reofile |
specie che vivono di preferenza in ambienti con correnti; |
|
Cumatofile |
specie che preferiscono ambienti con moto ondoso intenso; |
|
Galenofile |
specie che preferiscono ambienti calmi. |
B) Elenco delle categorie biologiche
I) Alghe annuali
|
Ephemerophyceae |
Sono le specie presenti tutto l'anno. Hanno una o più
generazioni durante l'anno. Con spore e zigoti a germinazione immediata. |
|
Eclipsiophyceae |
Sono le specie presenti per una parte dell'anno. Durante il
periodo di riposo sono presenti soltanto con forme vegetative microscopiche. |
|
Hypnophyceae |
Sono le specie presenti per una parte dell'anno. Durante la
stagione sfavorevole sono presenti in uno stadio di riposo. |
II) Alghe perennanti
|
Phanerophyceae |
Specie con fronda intera, perenne. eretta. |
|
Chamaephyceae |
Specie con fronda intera, perenne, incrostante. |
|
Hemiphaerophyceae |
Specie con la fronda solo parzialmente perenne e solo in parte
eretta. |
|
Hemicryptophyceae |
Specie con la fronda solo parzialmente perenne; mentre è perenne
la parte basale aderente al substrato. |
C) Elenco delle categorie corologiche
|
Ab |
=
Atlantico boreale |
|
At |
= Atlantico tropicale |
|
Abt |
= Atlantico boreo-tropicale |
|
APo |
= olo Atlantico-Pacifico |
|
APt |
= Atlanto-Pacifico tropicale |
|
APtf |
= Atlanto-Pacifico temperato-freddo |
|
C |
= Cosmopolita |
|
CB |
= Circumboreale |
|
CBA |
= Circumboreo-australe |
|
IAo |
= olo Indo-Atlantico |
|
IAt |
= Indo-Atlantico tropicale |
|
IP |
= Indo-Pacifico |
|
M |
= Mediterraneo |
|
P |
= Pantropicale |
|
SC |
= Subcosmopolita |
L'importanza relativa
delle categorie si può esprimere mediante spettri percentuali ed evidenziare
con ciclogrammi o istogrammi.
La determinazione
delle alghe marine richiede almeno raccolte stagionali per avere campioni
completi di elementi riproduttivi, essenziali per la caratterizzazione
tassonomica.
Dati e fonti:
Testi di sistematica,
completi di chiavi di determinazione e di iconografia, attualmente si trovano
solo in pochi centri universitari e del CNR specializzati in Algologia. Inoltre
la nomenclatura botanica negli ultimi 20 anni ha subito un radicale
rinnovamento. Per la determinazione delle Alghe è indispensabile l'uso del
microscopio ottico.
Giaccone G., 1973 -
Elementi di botanica marina II: chiavi di determinazione. Università di
Trieste.
Gallardo T. et
al., 1992 - Check list of Mediterranean seaweeds, I: Fucophyceae. Botanica Marina 35: 109-130.
Ribera M. et al., 1993 - Check list of
Mediterranean seaweeds, II Chlorophyceae Wylle s.l. Botanica Marina. 36:
399-421.
Elenco delle riviste di
Algologia
o di grande interesse
per la botanica marina:
1.
Aquatic Botany - Elsevier Science B.V.
2.
Biologia
Marina Mediterranea - Periodico edito dalla Società Italiana di Biologia Marina
(S.I.B.M.).
3.
Botanica Marina - Walter de Gruyter Ed.; Berlin - New
York.
4.
Cryptogamie-Algologie - Editeur: A.D.A.C.; rue Buffon,
12; F-75005 Paris.
5.
European Journal of Phycology - Cambridge University
Press.
6.
Journal of Applied Phycology - Kluwer Academic
Publisher. Printed in Belgium.
7.
Journal of Phycology - A Bimonthly of the Phycological
Society of America.
8.
Marine Ecology - Blackwell Wissenschafts-Verlag, Berlin.
9.
Marine Life - Institut Océanographique Paul Ricard, Île
des Embiez, 83140 Six-Fours-les-Plages, France.
10. Nova
Hedwigia - J.Cramer in der Gebrüder Borntraeger Verlagsbuchhandlung, D-1000 Berlin
- D-7000 Stuttgard.
11. Oceanologica
Acta - European Journal of Oceanology. Gauthier-Villars Edit.
12.
Plant
biosystems - Periodico edito dalla Società Botanica Italiana (S.B.I.).
13. Phycologia
- Journal of the International Phycological Society - Published by Blackwell
Scientific Publications.
Per quanto concerne
la conoscenza dei vincoli derivanti dalla normativa ed il rispetto degli
equilibri naturali sia per le aree vaste che per i siti interessati dalla
progettazione delle opere, bisogna richiedere precise informazioni presso le
Capitanerie di Porto territorialmente competenti. Inoltre si consulteranno
utilmente sia la legge quadro sulle aree protette n° 394/1991 che le varie
leggi regionali di applicazione e ricepimento e la legge n°979/1982
(Disposizioni sulla difesa del mare):
Dati e fonti:
AA.VV., 1990 -
Manuale per la difesa del mare e delle coste; Coordinamento di Vallega A. e
Brambati A. Fondazione Giovanni Agnelli. Torino.
Il Ministero per
l'Ambiente, inoltre, ha commissionato, generalmente alle Università ed agli
Enti pubblici di ricerca, studi di fattibilità per i siti potenziali di parchi
e riserve marine. Questi studi sono estesi alle aree circostanti e contengono
dati spesso originali ed inediti sulle componenti biologiche ed ambientali di
tratti significativi dell'ambiente costiero italiano.
Oltre che
nell'archivio del Ministero dell'Ambiente (incluso quello del soppresso
Ministero della Marina Mercantile) molta letteratura grigia può essere
consultata presso gli Assessorati Regionali e Provinciali con competenze
ambientali e sulla pesca. Altri dati sono riportati nei Programmi Life e Medit
finanziati dalla CEE per i mari italiani.
E) Ecosistemi.
L'analisi
dell'ecosistema marino dipende dallo studio dei dati raccolti nelle analisi sia
della componente chimico-fisica dell'aria, dell'acqua e del suolo che della
componente biotica, cioè della vegetazione, della flora e della fauna. In più
nello studio dell'ecosistema bisogna considerare le interazioni tra la
componente biotica ed abiotica non solo nei parametri statici, relativi alla
rispettiva consistenza, ma sopratutto in quelli dinamici relativi
all'efficienza delle catene trofiche e all'utilizzazione del flusso di energia
nelle varie catene presenti nel biota marino dell'area vasta, nella quale è
compreso il sito interessato dall'impatto dell'opera progettata.
Questa analisi molto
complessa dal punto di vista scientifico è semplificata ai fini della V.I.A.
dalle direttive dell'Allegato II del D.P.C.M. citato.
L'individuazione
cartografica delle unità ecosistemiche (subecosistemi o ecosistemi parziali)
naturali e antropiche presenti nell'area vasta (golfo, promontorio, isola,
tratto di litorale, ecc.) deve essere realizzata in scala 1:10.000. Con
simbologia e colori standardizzati devono essere indicati i piani del sistema
litorale e l'eventuale presenza di fattori di pressione antropica esistente
(porti, industrie, urbanizzazione, acquacoltura, pesca a strascico, ecc.).
Per la
caratterizzazione strutturale e funzionale dell'ecosistema devono essere
analizzati e sintetizzati gli indici sinecologici determinati mediante gli
studi sociologici su flora e fauna (associazioni e biocenosi). Questi studi
devono essere completati da biosaggi in laboratorio mediante catene
trofodinamiche o prove tossicologiche per stabilire il ruolo svolto nel sito
dalle catene alimentari sul trasporto, sull'eventuale accumulo e sul
trasferimento ad altre specie e all'uomo di contaminanti. Le condizioni sulle
capacità di autodepurazione del sito discendono sia dalle indagini sulla
componente abiotica (idrodinamismo, sedimentazione, decadimento, assorbimento,
chelazione e trasformazione, permanenza, accumulo, ecc.) che su quella biotica
(concentrazione, trasformazione, letalità, ecc.) in condizioni statisticamente
significative del plancton, del necton e del bentos.
La maturità degli
ecosistemi ed il loro stato di qualità si desume sia dallo stato delle
associazioni climax e dal dinamismo dei loro stadi evolutivi e regressivi che
dal rapporto tra pascolanti e pascolo, tra carnivori ed erbivori, tra pesca e
sforzo di pesca, tra processi riduttivi ed ossidativi nei sedimenti (carico
degli eterotrofi, misure di redox, ecc.)
La stima della
qualità dell'ecosistema si fonda anche sull'analisi della diversità biologica
del plancton, del necton e del benthos con particolare valutazione delle specie
endemiche per il Mediterraneo e per le specie stenovalenti delle comunità
potenziali del sito in esame. Questa stima deve essere fatta avendo come
riferimento aree viciniori caratterizzate da buona naturalità. Le aree naturali
protette (parchi, riserve, aree di tutela biologica) sono le migliori
situazioni di confronto per stimare sia la diversità biologica che ecologica
presente nel sito ed ipotizzabile in situazioni analoghe ad elevata naturalità.
Alla valutazione di
stima di naturalità ne deve essere aggiunta una di vulnerabilità in relazione
sia a fattori di pressione antropica preesistenti che a quelli derivanti
dall'opera progettata e dalle loro eventuali sinergie ambientali.
Dati e fonti:
Odum E.P., 1979 -
Basi di ecologia. Edizione italiana a cura di Rossi L. Ed. Piccin;
Padova.
P.A.M. - O.M.S., 1979 - Principes et directives
applicables au deversement de dechés dans le milieu marin. Bureau régional de
l'Europe. Copenhague.
(esiste anche una edizione inglese).
Giaccone et al., 1988 - Studio di impatto
ambientale nell'area portuale antistante lo stabilimento industriale Enichem di
Porto Torres. Boll.Soc.Sarda Sci.Nat. 26: 43-67.
Pergent G., 1991 - Les indicateurs écologiques de la
qualité du milieu marin en Méditerranée. Océanis. 17(4): 341-350.
Bellan G. et Pérès J.M., 1994 - La pollution des mers.
Presses Universtitaires de France. Paris.
Magazzù G. e
Guglielmo L., 1981 - Impiego di modelli matematici di simulazione ambientale
nello studio della biologia in ecosistemi marini. Seminario internazionale.
Facoltà di Scienze - Università di Messina.
SINTESI, 1992 - Il
controllo dell'inquinamento delle acque costiere, con particolare riferimento
al Mediterraneo. Atti del Corso di formazione. Dipartimento di Ingegneria
Chimica dei Processi e dei Matertiali. Università di Palermo.
Altre fonti si
trovano in altri paragrafi nella bibliografia allegata e negli esempi riportati
in allegato.
F) Salute pubblica.
G) Rumore e
vibrazioni.
H) Radiazioni ionizzanti
e non ionizzanti.
Per quanto concerne
le competenze del biologo su questi tre fattori le metodologie analitiche sono
analoghe a quelle usate nell'ambiente terrestre e descritte in altri capitoli
di questo manuale. Ci limitiamo solo a citare alcune fonti per l'ambiente
marino.
Dati e fonti:
Giaccone G. e Bellan G., 1992 - Recherche fondamentale et
études d'impact.. Bull.Inst.Océanogr. Monaco numéro spécial 11: 235-324. (contiene 5 esempi di V.I.A. in mare:
urbanizzazione, depurazione, centrali termoelettriche, energia nucleare,
piattaforme per l'estrazione di idrocarburi)
Ministero della
Sanità, 1995 - Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione. Centro Stampa
del Servizio Centrale della Programmazione Sanitaria.
I) Paesaggio.
Il paesaggio è l'epifenomeno,
cioè l'aspetto esteriore e puramente estetico dell'ecosistema e per il suo
studio, secondo Pignatti (1994), vanno tenute in considerazione tre componenti:
le forme del substrato, la vegetazione e l'uomo come osservatore.
Per le forme del
substrato è necessario redarre una carta geomorfologica del sito, mediante side
scan sonar e sub bottom profiler.
Sovrapponendo alla
carta geomorfologica quella della vegetazione si può avere con buona
approssimazione l'articolazione del paesaggio sommerso.
L'uomo come
osservatore può trovarsi in tre situazioni: all'esterno con una visione per
trasparenza attraverso l'acqua, galleggiando sulla superficie e osservando
attraverso una maschera subacquea, in immersione con equipaggiamento da
sommozzatore.
La rappresentazione
parziale del paesaggio può essere fatta mediante foto a colori o con riprese
mediante telecamera manuale o filoguidata.
Ogni piano di
vegetazione ed ogni tipo di substrato ha un suo paesaggio peculiare che si
articola in aspetti fotofili e aspetti sciafili. Paesaggi particolari
presentano le grotte sommerse.
La componente
vegetazionale del paesaggio marino cambia notevolmente nei diversi bacini
(Occidentale ed Orientale) e settori biogeografici (Mare di Alboran, Mar
Catalano, Ligure, Balearico, Tirreno, Canale di Sicilia, Stretto di Messina,
Mar Jonio, Egeo, Adriatico, Mar Nero). La documentazione e la descrizione della
componente vegetale dei sistemi paesistici si effettua mediante tabelle
sinfitosociologiche, che riportano le sigmaassociazioni. Per questo scopo è
sufficiente fare riferimento per ogni piano di vegetazione agli Ordini ed alle
Alleanze del sistema fitosociologico marino.
Il piano
sopralitorale sui substrati rocciosi è caratterizzato da bande scure di licheni
marini e di alghe azzurre epiendolitiche. Il Piano mesolitorale sugli stessi
substrati mostra almeno due cinture una ad alghe molli nella porzione superiore
ed una ad alghe calcaree nella porzione inferiore. In Adriatico orientale e
settentrionale si ha una cintura a Fucus
virsoides.
L'infralitorale è
caratterizzato da una serie di cinture a Cystoseire e Sargassi, spesso
vicariate in Mediterraneo Orientale dalla predominanza di Dictiotali e
Sfacelariali. Nel Mare di Alboran e nello Stretto di Messina si ha invece una
successione di formazioni vegetali dominate da Laminariali.
Anche il
circalitorale presenta successioni di Fucali e Laminariali in ambienti
relativamente fotofili e reofili.
Sui substrati mobili
semisommersi spesso dominano le alofite, mentre in quelli sommersi si hanno
prati e praterie ad Angiosperme marine, ad alghe verdi rizofite e ad alghe
rosse calcaree, dette Melobesie libere o Maërl.
Gli aspetti sciafili
della vegetazione sommersa sono generalmente poco estesi e non formano paesaggi
autonomi. L'aggiunta di un'opera dell'uomo al paesaggio deve rispettare
l'equilibrio delle componenti e vi deve essere armoniosamente inserita.
Nello studio del
paesaggio il metodo riduzionistico, importante nell'approccio ecologico, deve
essere sostituito da quello olistico, che apprezza le componenti nel loro
complesso, integrato dalla vicinanza dell'osservatore.
Dati e fonti:
Pignatti S., 1994 -
Ecologia del paesaggio. U.T.E.T. Torino
Rivas-Martinez S.
(1976) - Sinfitosociologia, una nueva metodologia para el estudio del paisaje
vegetal. An.Inst.Bot.Cavanilles. 33:179-188.
Gehu J.-M. (1988) - Lanalyse symphytosociologique et
geosymphytosociologique de l'espace. Theorie et methodologie. Colloques
phytosociologiques, Versailles. XVII: 11-46.
La V.I.A. in mare,
per quanto concerne la definizione del fattore vegetazione e flora, è
multidisciplinare nel metodo e sperimentale nella strumentazione.
Mentre lo studio
della vegetazione (incluso il paesaggio) richiede l'esperienza di fitosociologi
marini, che utilizzano il metodo della visione diretta e le attrezzature del
sommozzatore, lo studio della flora esige una serie di articolate competenze
tassonomiche raggruppabili in fitoplanctonologi e fitobentonologi. Per i primi
risulta indispensabile il microscopio elettronico, mentre per i secondi è
sufficiente un moderno microscopio ottico da ricerca.
L'analisi dei fattori
abiotici richiede moderni strumenti di oceanologia, di chimica analitica e
conoscenza dei metodi di tossicologia ambientale.
Dati e fonti sono
consultabili in monografie e dispense presso i corsi di laurea delle Facoltà di
Scienze dove questi argomenti sono approfonditi in corsi complementari, che non
consentono la diffusione commerciale di testi specialistici. Ci si augura che
corsi di aggiornamento e perfezionamento possano rendere di più facile
utilizzazione metodi riservati spesso alla ricerca scientifica e strumentazione
ancora in fase di prototipi con costi poco accessibili.
Dati e fonti:
Dinaro R., Giaccone
G., Andolfi N. e Lo Curzio C., 1992 - Biosaggi algali per il monitoraggio del
depuratore consortile I.A.S. di Priolo (Augusta). Boll.Acc.Gioenia Sci. Nat.,
Catania. 25(340): 267-278.
Braun Blanquet J., 1964 - Planzesoziologie. Grundzüge der
Vegetationskunde. Ed. Springer-Verlag/Wien.
Assessorato del
Territorio e dell'Ambiente della Regione Siciliana, 1984-85 - Indagine
Oceanografica e Correntometrica nelle Acque Costiere della Sicilia:
Sedimentologia e Bionomia Bentonica.
Di Geronimo I.,
Cantone G., Castagna A., Cormaci M., Failla S., Fassari G., Furnari G., Giacobbe
S., Giaccone G., Leonardi M. & Sinatra F., 1985 - Relation entre pollution
et biocénoses en baie d'Augusta. VII Journées étude pollutions. Lucerne, C.I.E.S.M.: 791-979.
Gazale V. e Porcheddu
A., 1991 - Il Mediterraneo e la sua vita. Ed. Archivio fotografico sardo.
Nuoro.
Indici e scale.
La cartografia della
vegetazione deve essere espressa in scala 1:10.000 per l'area vasta e di
1:2.000 per il sito. Inoltre per il sito interessato dall'impatto dell'opera
prevista si devono realizzare un numero significativo di profili batimetrici.
In questi profili, con la simbologia adottata per le carte della vegetazione,
bisogna rappresentare l'estensione delle unità vegetazionali lungo la zonazione
bionomica e i loro rapporti spaziali nelle differenti tipologie morfologiche e
strutturali del substrato.
La rappresentazione
dei risultati delle indagini vegetazionali può essere utilmente completata da
ciclogrammi che esprimono i rapporti percentuali tra le classi e gli ordini
fitosociologici presenti nel sito.
I fattori vegetazione
e flora possono essere valutati attraverso una serie di parametri ed in
rapporto al metodo sinecologico ed autoecologico, utilizzato per indagare le
relazioni preesistenti tra vegetali e ambiente e le eventuali modifiche
previste dall'opera progettata.
A questi parametri si
da il nome di indici in quanto indicano lo stato delle relazioni tra la matrice
biotica e la matrice abiotica. Inoltre con il loro range di variabilità,
esprimibile con una scala di valori, ne manifestano lo stato di salute in
riferimento ad uno stato di equilibrio, noto sperimentalmente nei valori degli
indici per l'area vasta o per l'intero Mediterraneo.
Il metodo
sinecologico consiste nel ricercare attraverso la risposta di una comunità
vegetale (associazione), il valore della risorsa vegetale e la sua
vulnerabilità al momento del rilevamento fitosociologico.
Per l'applicazione di
questo metodo è necessario disporre di una tabella di rilievi fitosociologici
effettuati nelle varie fasce della zonazione bionomica, caratterizzate da un
manto vegetale omogeneo sia nell'area vasta che nel sito.
La tabella dei
rilievi può essere utilmente elaborata mediante matrici di similarità e di
correlazione, completate da cluster analysis per evidenziare il grado di
omogeneità dei tipi vegetazionali individuati.
Stabilita
sperimentalmente l'area minima, che contiene la biodiversità media della
fitocenosi, il primo indice che può dare una misura della ricchezza specifica
del manto vegetale è il numero medio di specie per rilievo (n°m.sp./ril.), che
si ottiene sommando i totali del numero di specie per ciascun rilievo e
dividendo per il numero dei rilievi. Questi rilievi in un sito devono essere
almeno una ventina, rilevati a distanza opportuna, almeno 100 metri, con
differenti esposizioni e ripetuti nelle quattro stagioni o meglio mensilmente.
Un altro indice che
esprime la biodiversità del manto vegetale ma che, utilizzando il numero di
individui o il ricoprimento percentuale di essi, ne rivela anche la struttura,
è l'indice di diversità algale (IDa) di Shannon e Weawer.
Il rapporto tra il
numero di alghe rosse ed il numero di alghe brune di ciascun rilievo ed il suo
valore medio per l'intera tabella dei rilievi è l'indice algale R/P o R/F
(Rhodophyta/Phaeophyta o Fucophyta: R/Pm./r.).
Questo indice fu
introdotto da Feldmann (1937) con valore biogeografico a livello delle fasce
climatiche (decresce dall'equatore ai poli). Calcolato sui rilievi di tabelle
fitosociologiche, ha un valore di indicatore dell'equilibrio ambientale (cresce
con l'aumento del degrado o di instabilità e diminuisce in condizioni di climax
o di stabilità).
Esempi di valori di
indici ambientali elaborati per associazioni vegetali del Mediterraneo:
|
Associazioni |
n°.m.sp./ril |
R/P m./ril. |
ID m./ril. |
|
Lithophylletum
lichenoidis |
52.0 |
4.9 |
3.1 |
|
Cystoseiretum strictae |
58.9 |
4.5 |
2.2 |
|
Cystoseiretum crinitae |
42.2 |
3.4 |
1.8 |
|
Cystoseiretum
sauvageauanae |
67.0 |
6.2 |
2.2 |
|
Cystoseiretum spinosae |
92.3 |
3.8 |
2.2 |
|
Cystoseiretum zosteroidis |
67.0 |
6.2 |
2.2 |
|
Posidonietum oceanicae |
40.1 |
4.3 |
1.8 |
|
Caulerpetum taxifoliae taxifoliae |
33.7 |
7.1 |
0.4 |
|
Caulerpetum racemosae |
52.6 |
6.6 |
1.4 |
|
Caulerpetum taxifoliae mexicanae |
39.0 |
6.6 |
1.6 |
|
Cymodoceetum nodosae |
14.7 |
2.5 |
1.6 |
Per illustrare la
sensibilità di questi indici sinecologici, riportiamo i valori calcolati per
l'associazione vegetale Cystoseiretum
spinosae in tre isole con differente situazione ambientale in equilibrio
naturale, causata dalla diversa posizione biogeografica all'interno del
Mediterraneo.
|
Indici Sinecologici |
Salina (I. Eolie) |
Lampedusa (I. Pelagie) |
Lachea (I. Ciclopi) |
|
n° m. sp/ril |
92.33 |
81.0 |
70.58 |
|
R/P m/ril |
3.85 |
2.60 |
5.28 |
|
ID m/ril |
2.23 |
2.90 |
2.53 |
Questo esempio da
l'idea del range di variabilità di questi indici in condizioni di equilibrio
naturale.
Un altro esempio limitato
all'indice R/P per il mesolitorale e la frangia infralitorale evidenzia,
invece, una deriva ecologica a partire dalla situazione di un'isola
incontaminata verso una zona industriale degradata.
|
Località |
R/P m./ril. |
|
Ustica |
3.1 |
|
Palermo |
4.3 |
|
Marsiglia |
7.3 |
|
Augusta |
8.2
(nel 41% i rilievi mancano di Phaeophyta) |
L'assenza di alghe
brune non permette il calcolo dell'indice R/P e manifesta un avanzato degrado
ambientale.
La riduzione al disotto
del 50% dell'indice n°m.sp./ril. è segno di grave squilibrio, avendo come
riferimento una stazione in condizioni di equilibrio.
Altri indici si
possono ricavare dalla percentuale di specie in riproduzione (indice
fenologico). Questa percentuale in situazione di equilibrio in un rilevamento
mensile ed in un ciclo annuale deve superare il 50%.
IDm./ril. è meno
significativo degli altri indici per l'alta dominanza di poche specie nel
ricoprimento vegetale marino, ma anche per la scarsezza di dati ancora
disponibili per l'area Mediterranea.
Significativo è anche
il valore % della presenza di Ulvales nel manto vegetale. La loro dominanza
indica, infatti, apporti di acque eutrofiche e dissalate.
Dati e fonti:
Cormaci M., Furnari
G., Giaccone G., Colonna P., Mannino A.M. (1985) - Metodo sinecologico per la
valutazione degli apporti inquinanti nella rada di Augusta (Siracusa).
Boll.Acc.Gioenia Sci.Nat., Catania; 18 (326): 829-850.
Giaccone G., (1977) -
Effetti sul fitobenthos dello smaltimento a mare delle acque di fogna.
Ingegneria Ambientale. 6(1): 37-43.
Tipi di impatti o azioni e gruppi di categorie
di fattori in mare.
Nell'elencare le
azioni, dette anche fattori tecnici di impatto, che un progetto può produrre
sull'ecosistema marino, è necessario conoscere tutte le fasi della costruzione
dell'opera, inclusa la fase di installazione del cantiere. Inoltre bisogna
prevedere eventuali emergenze per fermi tecnici, manutenzioni e disservizi
nella fase operativa del progetto.
Il primo esempio di
compilazione di tipi di impatto e di categorie dei fattori è riportato nella
circolare n°645 del 1971, che fece seguito all'entrata in vigore negli U.S.A.
della N.E.P.A. (National Environmental Policy Act). Questo schema a blocchi per
la V.I.A. è conosciuto come matrice di Leopold. Si tratta di una struttura
organizzata di dati, che procede per tappe successive e comporta alcune fasi:
1) descrizione del progetto; 2) identificazione dei settori di impatto
potenziale; 3) identificazione e stima degli impatti significativi sia positivi
che negativi; 4) commento per gli impatti più significativi e per i parametri
più elevati.
Riportiamo una lista
di impatti, di categorie di fattori e di parametri validi (almeno parzialmente)
per progetti che interessano la fascia costiera come: lo scarico di impianti di
depurazione, di dissalatori, di centrali per la produzione di energia, di
porti, di opere di urbanizzazione primaria, per impianti di acquacoltura, di
balneazione, ecc...
a) Lista di impatti o
azioni:
1) Occupazione del suolo e fondo marino;
2) Scavo del litorale emerso e del fondo
sommerso;
3) Sovrapposizione dei manufatti al paesaggio;
4) Immissione in mare di acqua dolce;
5) Immissione in mare di acque eutrofizzate;
6) Immissione in mare di agenti patogeni;
7) Gestione dell'impianto fuori servizio e della
condotta.
b) Lista di categorie
di fattori e di parametri:
Gruppo Ecologia
|
Categoria |
Parametro |
|
Specie e popolazioni |
Endemismi,
specie caratteristiche (%) |
|
|
Indici
di Diversità (ID) |
|
|
Indice
Algale (R/P) |
|
|
Indice
Policheti (IP) |
|
|
Indice
Molluschi (IM) |
|
Habitat e biocenosi |
Associazioni
adlitorale |
|
|
Biocenosi
Sopralitorale |
|
|
Biocenosi
Mesolitorale |
|
|
Marciapiede
a vermetidi |
|
|
Zonazione
a Cystoseire |
|
|
Prateria
a Posidonia |
|
|
Biocenosi
di substrato mobile |
|
|
Biocenosi
con concrezione organogena |
Gruppo Inquinamento
|
Categoria |
Parametro |
|
Qualità
dell'acqua di mare |
Trasparenza
disco Secchi |
|
|
Ossigeno
disciolto |
|
|
Azoto inorganico |
|
|
Idrocarburi |
|
|
Fitofarmaci |
|
|
Carica
degli eterotrofi |
|
|
Metalli
pesanti e tossici persistenti |
|
|
Batteri
fecali |
|
|
Tensioattivi |
|
|
Clorofilla
a , attiva |
|
|
Cellule
algali per litro |
|
|
Test di
tossicità |
|
|
Test di
eutrofizzazione |
|
|
Salinità |
|
|
Temperatura |
|
Qualità
della spiaggia e del fondo marino |
Occupazione
del suolo |
|
|
Erosione
del suolo |
|
|
Instabilità
dei fondali mobili e sedimentazione |
|
|
Asportazione
dei fondali duri |
|
|
Processi
di ossido riduzione nei sedimenti |
|
|
Granulometria
del sedimento |
Gruppo Estetica
|
Categoria |
Parametro |
|
Paesaggio emerso e sommerso |
Architettura naturale |
|
|
Profilo della fascia costiera e del fondo |
|
|
Manto vegetale terrestre e marino |
|
|
Foci di torrenti e fiumi |
|
|
Lagune e saline |
Gruppo Interesse
Umano
|
Categoria |
Parametro |
|
Attività turistiche, ristorative e ricreative |
Balneazione |
|
|
Alberghi e ristoranti |
|
|
Attività subacquea |
|
|
Escursioni naturalistiche |
|
Porti, pesca, rotte navigabili, dotazione idrica e attività
artigianali |
Agibilità portuale |
|
|
Attività artigianali |
|
|
Pesca costiera |
|
|
Dissalazione dell'acqua |
|
|
Rotte commerciali |
|
|
Navigazione da diporto |
Nella nostra
esperienza abbiamo ritenuto funzionale il seguente metodo di indicizzazione dei
parametri di valutazione degli impatti sui fattori:
Indicizzazione dei parametri di valutazione
Importanza degli impatti (Ii)
=
Durata degli impatti (Di) × Corona di influenza
(Ci)
|
(Di) |
(Ci) |
|
0 = assente |
1 = modesta |
|
1 = breve |
2 = media |
|
2 = media |
3 = elevata |
|
3 = lunga |
|
|
4 = illimitata |
|
Valore delle risorse (Vr) =
Importanza
delle risorse (Ir) × Vulnerabilità delle risorse (Vu)
|
(Ir) |
(Vu) |
|
0 = trascurabile |
1 = modesta |
|
1 = modesta |
2 = media |
|
2 = media |
3 = elevata |
|
3 = elevata |
|
|
4 = elevatissima |
|
Misure di mitigazione.
La V.I.A. completa si
effettua sul progetto di massima o definitivo (secondo la terminologia della
legge italiana sui lavori pubblici). Dai risultati della procedura di V.I.A.,
inclusi quelli delle osservazioni ed obiezioni di cittadini, associazioni, enti
locali, può emergere la necessità di introdurre nella progettazione esecutiva
misure di mitigazione degli impatti, quantizzabili come fattori di correzione.
Ovviamente queste misure devono essere commisurate al valore del bene
ambientale interessato al progetto e alla utilità o necessità di realizzare
l'opera in funzione dei valori sociali ed ecosistemici da tutelare.
Nella procedure di
V.I.A., infatti, bisogna pregiudizialmente considerare l'opzione zero, cioè la
non realizzazione di un'opera con importante capacità di impatto, quando non è
essenziale o non è compatibile con lo sviluppo sostenibile del sito.
Esempio di misure di
mitigazione per la realizzazione di un impianto di depurazione con scarico in
mare:
Fattore di correzione
Questo fattore di
correzione è desumibile dalla Capacità di dispersione del Sito (C.D.S.): che si
ricava mediante la formula:
CDS = (Ta × Ae) × (Re × Pr) = Fattore di
Correzzione (F.C.)
|
Ta = trattamento della acque
reflue |
0% = Senza trattamento |
|
|
2% = Secondario |
|
|
4% = Terziario |
|
|
6% = Primario |
|
|
|
|
Ae = Abitanti equivalenti |
0% > 500.000 |
|
|
2% < 500.000 |
|
|
4% < 200.000 |
|
|
6% < 50.000 |
|
|
|
|
Re = Reologia del mezzo |
0% < 1,5 m/sec |
|
|
2% < 2,5 m/sec |
|
|
4% < 3,5 m/sec |
|
|
6% > 3,5 m/sec |
|
|
|
|
Pr = Profondità del
diffusore |
0% < 20 m |
|
|
2% < 30 m |
|
|
4% < 40 m |
|
|
6% > 40 m |
L'Istituto Battelle,
al quale negli U.S.A. è stato commissionato il lavoro preparatorio per l'emanazione
della N.E.P.A., per la valutazione quali-quantitativa della V.I.A. utilizza il
metodo del punteggio globale con la seguente formula:
1-n
EIU = (EQ)i (PIU)i
i=1
EIU = Unità di impatto
ambientale o indice di incidenza specifica dell'impatto (con la sommatoria si
ottiene l'Impatto globale);
n = numero di
parametri per i vari fattori;
i = numero di azioni
o fattori di impatto;
EQ = qualità
dell'impatto ambientale, che si ottiene determinando il valore delle risorse
soggette al danno potenziale dell'opera progettata e moltiplicando l'Importanza
delle risorse (Ir) per la Vulnerabilità delle risorse (Vu);
PIU = Unità di
importanza del parametro, che si ottiene calcolando l'importanza degli impatti
con la determinazione della Durata degli impatti (Di) e moltiplicando per la
Corona di influenza (Ci) degli stessi.
Nel caso dell'esempio
da noi riportato con gli elenchi di 7 azioni di impatto e 50 parametri di 4 categorie
di fattori si ottiene la formula:
Di Ci Ir Vr
I.G. (Impatto globale) =
---------------------------
144
Il valore del numero
al denominatore è in funzione della scala scelta, che nel nostro caso varia da
0 a 1 e negli intervalli della scala usata (al massimo 34=12; 1212=144) per valutare sia gli impatti che le
risorse (vedi tabelle del paragrafo "Tipi di impatto").
Per ottenere il
valore numerico dell'impatto sull'ambiente (I) dell'opera progettata sul sito è
necessario diminuire l'importo ottenuto del valore percentuale dell'eventuale
fattore di correzione ricavato dal progetto esecutivo. Tutto questo
procedimento è solo l'espressione numerica sintetica della V.I.A., che
necessita di una relazione giustificativa, che dimostri la sostenibilità
dell'impatto dell'opera da parte dell'ambiente nel sito.