La Storia

Intitolata al celebre compositore catanese, Villa Bellini fu aperta nel 1883, ma già da tempo si era manifestata in città l’esigenza di un nuovo giardino pubblico Nel 1858, il capo dell’amministrazione catanese, il marchese Antonio Paternò del Toscano, nella sua relazione per il “Progetto di un Pubblico Passeggio” scriveva: “Non una città che fosse pur di terz’ordine manca nel continente di una pubblica villa, ove i cittadini trovano l’opportunità di respirare l’aria ossigenata delle piante e il convegno sicuro di tutta quella gente che vuol divertirsi”.
Il nucleo più antico, corrispondente alla metà sud dell’attuale impianto, fu il Labirinto, un giardino settecentesco posto attorno a un piccolo edificio signorile appartenente al principe Ignazio Paternò Castello di Biscari (1719-1786). La proprietà, come dice il Recupero (1815) deve il nome all’intreccio di corridoi e piccole gallerie, delimitati da muri, che si snodava in una parte del giardino: “Nella Villa del Sig. Principe di Biscari posta in questa Città, chiamata volgarmente il Laberinto, perché un quarto del giardino è piantato tutto di cipressi disposti in viottoli, che fanno tante giravolte, che difficile riesce il restituirsi nel dritto sentiero, ed uscire da quel intricato camino; in questa villa ......”. Parte dell’antico Labirinto è andata poi distrutta mentre quella restante è interrata sotto la collinetta sud ed è oggi interamente ricoperta da una volta a botte.
Morto il principe Ignazio, il giardino andò progressivamente in decadenza.
Nel 1854 il Comune acquistò da Anna Moncada Paternò Castello la “Villa Biscari del Labirinto” per la destinazione a giardino pubblico essendo ormai la villa Pacini troppo piccola e decentrata per la città in continua crescita.
L’adattamento del “labirinto biscariano” a giardino pubblico dovette, tuttavia, superare numerosi ostacoli, come la necessità di ampliamento nei terreni circostanti, proprietà di privati reticenti, e le restrizioni economiche imposte dal governo borbonico. Fu solo nel 1858 che le spese per la trasformazione vennero autorizzate. Numerosi furono i progetti presentati ma solo nell’aprile del 1863, sotto la direzione dell’arch. Ignazio Landolina, vennero iniziati i primi lavori di trasformazione del giardino, chiamato semplicemente ‘a Villa; tali lavori proseguirono fino al 1865.
Successivamente, il Comune riuscì ad acquistare i terreni adiacenti al vecchio Labirinto, di proprietà dei Padri Domenicani, del principe Paternò di Manganelli, oltre all’orto benedettino di San Salvatore, proprietà dei padri Cappuccini. Per il prospetto sulla via Etnea fu necessario demolire la casa Chiarenza e le stalle di proprietà Majorana. Il 4 ottobre del 1877 ebbero inizio i lavori di unificazione dei nuovi settori, sotto la direzione dell’ing. Filadelfo Fichera. I lavori si conclusero dopo circa cinque anni, alla fine del 1882, con la realizzazione di un denso boschetto perimetralmente solcato da una passeggiata tripla con sentieri pedonali e un ampio viale per carrozze, di un piazzale, sulla collinetta nord, troneggiato al centro da un elegante chiosco in legno, e numerose altre strutture di collegamento con la parte più vecchia del giardino.
La nuova Villa, dedicata a uno dei più celebri personaggi della Città, il compositore Vincenzo Bellini, venne inaugurata al pubblico il 6 gennaio 1883. Di quel giorno tanto celebre per l’intera cittadinanza Saverio Fiducia (1878-1970) scriveva: “Parigi fornì candelabri e statue decorative. Sulla collina spianata a terrazza, sorse il primo palco per la musica, e come i merletti moreschi dell’Alcàzar di Siviglia e dei patios dell’Alhambra erano considerati il solo stile degno di una cornice verde, il palco fu di stile moresco ....; di un viale si fece il sacrario delle glorie cittadine .....Vi furon viali riserbati ai pedoni e viali per amazzoni e cavalieri; tra la collina e il poggio nacque il viale per le carrozze, illuminato dalle prime lampade ad arco, e nacque pure un non impegnativo giardino zoologico ....”.
La villa divenne subito un importante punto di incontro della città. Negli anni Venti, in primavera, avevano luogo i festeggiamenti floreali con la sfilata di carrozze, automobili e carri interamente decorati da fiori. Sulla collinetta sud e nel piazzale centrale, la banda municipale eseguì per molti anni i propri concerti, a cominciare dal 4 aprile 1867 fino al 1958, anno di scioglimento del corpo.
Il processo di urbanizzazione della città ha determinato, nel corso degli anni, modifiche dell’originale assetto topografico del giardino, persino con riduzione di spazi, ma, ancora oggi, Villa Bellini costituisce un centro vitale della città.