Il Giardino

Il Giardino Ibleo si trova ad un'altitudine di 383 m s. l. m. e si estende nella parte più bassa di Ibla, da dove si affaccia sulla valle del fiume Irminio. Presenta una forma piuttosto regolare, costituita da una grande L alla quale si aggiunge lo spazio rettangolare del Parco della Rimembranza e occupa in totale una superficie di 15.800 mq, con un perimetro di circa 600 m.
Per quanto riguarda i dati climatici, la temperatura media annuale è di 17°C e le precipitazioni medie annue sono di 13 mm. Il clima è di tipo mesomediterraneo-subumido inferiore, ampiamente presente nelle aree montuose della Sicilia occidentale e centrale, sul versante meridionale delle Madonie e dei Nebrodi, sugli Iblei meridionali e occidentali oltre che in piccole aree del versante ionico dei Peloritani e dell'Etna (BRULLO et al., 1996).
Nel giardino si possono distinguere approssimativamente tre parti corrispondenti alle diverse fasi della sua realizzazione.
La prima, dall'ingresso principale alla chiesa dei Cappuccini, costituisce il nucleo originario del giardino ed è certamente la più pregevole sia nella componente architettonica che in quella vegetale, oltre ad essere la più omogenea dal punto di vista floristico per la presenza di esemplari appartenenti tutti alla flora mediterranea, come Laurus nobilis, Cercis siliquastrum, Nerium oleander, o, comunque, di uguale valenza ecologica, quali Bouganvillea spectabilis e B. glabra, Ligustrum japonicum, Lantana camara, Pittosporum tobira, ecc. Caratterizzano quest'area il maestoso esemplare di Ulmus minor all'ingresso, il lungo Viale delle Palme, fiancheggiato da 50 esemplari di Phoenix canariensis, il Viale delle Colonnine, con diversi annosi individui di Cercis siliquastrum.
Dal punto di vista architettonico è da rilevare la presenza, del tutto singolare in un giardino pubblico, di tre chiese: San Vincenzo Ferreri, oggi abbandonata, San Giacomo, ad una sola navata, quella rimasta intatta dopo il terremoto del 1693, e la chiesa dei Cappuccini, alla quale è annesso il Museo Diocesano. Statue di soggetto religioso (S. Anna e Maria SS. Bambina, S. Giovanni Evangelista) e un altarino dedicato alla Madonna della Luce, protettrice delle partorienti, si trovano sulla fiancata della chiesa di San Giacomo.
Nel suo complesso, questa parte del giardino si presenta alquanto degradata, soprattutto nella manutenzione dei viali e dei manufatti (colonnine, vasi artistici in terracotta) ed è quella che maggiormente richiederebbe interventi di restauro.
Dalla chiesa dei Cappuccini ci si inoltra nella seconda parte del giardino, realizzata in stile più rigorosamente formale, secondo un gusto tipico degli inizi del Novecento, con aiuole di forma geometrica disposte intorno ad una vasca circolare. Un elemento di raccordo è rappresentato dalla collinetta, tipica componente del giardino tardo-romantico, con una piccola rotonda a cui si accede da due tortuose scalette in pietra delimitate da arbusti di Medicago arborea, altra essenza mediterranea.
Dal punto di vista botanico, la seconda parte del giardino è dominata dalla presenza di grandi esemplari di Palme (Phoenix canariensis, P. dactylifera, Washingtonia robusta, W. filifera) che, con la loro eleganza e maestosità, conferiscono all'insieme l'aspetto di un giardino esotico.
Il comparto seguente, ideato come estensione del giardino formale, si incentra sul Monumento ai Caduti affiancato da due imponenti Cupressus macrocarpa. Qui l'impianto risente maggiormente dei rimaneggiamenti avvenuti negli anni e, pur mantenendo una struttura formale, manifesta una spiccata irregolarità nel disegno delle aiuole e nella collocazione eccentrica di alcuni Cedrus libani. Le essenze vegetali che caratterizzano questa zona sono abbastanza peculiari; ricordiamo in particolare i numerosi esemplari di Cedrus deodara e C. atlantica, quest'ultimo anche nella var. glauca, Tilia tomentosa, Pinus halepensis, ecc.
La terza e più recente parte è costituita dalla zona informale della pineta, il cosiddetto Boschetto della Rimembranza. Tipologicamente esso si presenta come l'area più estranea al resto del giardino, con il quale non è assolutamente integrato sia dal punto di vista stilistico che botanico, forse per la mancanza di una effettiva progettazione. La componente floristica è estremamente povera, essendo presenti solo numerosi Pinus pinea, disposti in modo irregolare, alcuni Ligustrum japonicum ed Eucalyptus camaldulensis.
Ovunque è frequente l'uso di bordure e siepi per delimitare le aiuole, in una delle quali è riportato, con erbacee del genere Sedum, il nome del giardino.
La componente erbacea, utilizzata a parziale copertura delle aiuole, è ovviamente soggetta a variazioni stagionali; tra le specie perenni a fioritura più vistosa sono Canna x generalis, Iris germanica, Salvia officinalis e Zantedeschia aethiopica.
Nel suo complesso, quindi, il Giardino Ibleo si presenta per la maggior parte realizzato in stile formale con la sola eccezione della pineta. La flora è costituita essenzialmente da Fanerofite; le specie esotiche sono presenti in percentuale leggermente maggiore rispetto alle autoctone mediterranee, ma comunque esse sono tutte ecologicamente compatibili con le condizioni climatiche della zona iblea.

Il Giardino Ibleo rappresenta ancora oggi per la città di Ragusa, soprattutto per la sua parte più antica, Ibla, un elemento caratterizzante del patrimonio monumentale, perfettamente inserito nel contesto urbano e, unitamente a chiese e palazzi del centro storico, costituisce un insieme architettonico e paesaggistico unico e irripetibile. Oggi come ieri, esso continua a svolgere un importante ruolo di socializzazione e di incontro per utenti di tutte le età. Pertanto, la sua conservazione e manutenzione meritano grande attenzione da parte delle autorità e degli esperti, chiamati ad intervenire con competenza e prontezza con un'attenta opera di recupero.
Alcuni progetti di recupero, soprattutto nell'area adiacente alla chiesa di San Giacomo e nella pineta, hanno comportato la realizzazione di vasche per le piante acquatiche, pavimentazioni, aree di sosta, ecc. al fine di riqualificare un'area, tipologicamente meno integrata con il resto del giardino. In realtà il risultato ottenuto con l'inserimento di elementi strutturali del tutto estranei al contesto originario, sia nei materiali che nelle forme, appare inadeguato e rimarca ulteriormente le differenze tra le diverse zone.