Cenni storici

Intitolata al celebre compositore catanese, Villa Bellini fu inaugurata nel 1883.

Il nucleo più antico, corrispondente alla metà sud dell’attuale impianto, fu il Labirinto, un giardino settecentesco posto attorno a un piccolo edificio signorile appartenente al principe di Biscari, Ignazio Paternò Castello (1719-1786).

Animato da uno spirito innovatore e in sintonia con la moda del tempo, il principe mecenate aveva affidato il giardino alle cure di abili giardinieri, prima Pietro Paolo Arcidiacono e successivamente Giuseppe Squillaci. Morto il principe Ignazio, il giardino andò progressivamente in decadenza.

Intorno al 1820 si cominciò a parlare della vendita della "Villa Biscari del Labirinto" per la destinazione a giardino pubblico, ma fu solo il 29 settembre del 1854 che venne firmata la delibera d’acquisto. Il Labirinto divenne, così, proprietà del Comune, che lo acquistò da Anna Moncada Paternò Castello dei principi di Biscari, discendente del principe Ignazio.

In quell’epoca l’unico giardino pubblico cittadino era la Villa Pacini, troppo piccola e decentrata per la città in continua crescita. La necessità di un altro spazio, più ampio e più centrale, divenne, quindi, sempre più pressante e il giardino dei Biscari, già così artistico, originale e ricco di essenze botaniche, appariva il luogo più appropriato.

L’adattamento del "labirinto biscariano" a giardino pubblico dovette, tuttavia, superare numerosi ostacoli, come la necessità di ampliamento nei terreni circostanti, proprietà di privati reticenti, e le restrizioni economiche imposte dal governo palermitano sotto il dominio borbonico. Fu solo nel 1858 che le spese per la trasformazione vennero autorizzate. Numerosi esperti, ingegneri, architetti e giardinieri si contesero la progettazione del giardino, che venne, infine, affidato all’agronomo Bonaventura Gravina, all’ing. Eligio Sciuto, all'architetto Francesco Ferro e al capo giardiniere Cusson. Tale progetto rimase, tuttavia, incompiuto per anni a causa di problemi di rivalità sorti tra gli stessi autori.

Fu solo nell’aprile del 1863, sotto la direzione dell’arch. Ignazio Landolina (1822-1879), che vennero iniziati i primi lavori di trasformazione del giardino privato in giardino pubblico, all’inizio chiamato semplicemente ‘a Villa; tali lavori proseguirono fino al 1865.

Successivamente, il Comune riuscì ad acquistare i terreni adiacenti al vecchio Labirinto, nel 1875, dalla porzione di sud-ovest, proprietà dei Padri Domenicani. Due anni più tardi, nel 1877, fu acclusa la parte nord dell’attuale giardino, appartenente al principe Paternò di Manganelli, e poco più tardi venne acquistato l’orto benedettino di San Salvatore, all’epoca proprietà dei padri Cappuccini e corrispondente alla porzione a nord del Labirinto, dove oggi sorgono il piazzale centrale e la collinetta nord.

Il 4 ottobre del 1877 ebbero inizio i lavori di unificazione dei nuovi settori, sotto la direzione dell’ing. Filadelfo Fichera (1850-1909), che riadattò in parte l’antico progetto del "Pubblico Passeggio" voluto da Antonio Paternò del Toscano. La villa venne inaugurata il 6 gennaio 1883.

Il processo di urbanizzazione della città ha determinato, nel corso degli anni, parecchie modifiche dell’originale assetto topografico del giardino, persino con decurtazione di spazi. Ma, ancora oggi, Villa Bellini costituisce un luogo di ritrovo e svago per un’ampia parte del tessuto cittadino, anche, attraverso lo svolgimento, soprattutto nei mesi estivi, di concerti, di rappresentazioni teatrali e di altre attività artistiche.