LA FONDAZIONE



Fu intorno alla metà del diciannovesimo secolo che cominciò a maturare, in un contesto di fervida attività di ricerche e di studi botanici, l’ambizioso progetto di un Orto Botanico Catanese.

Dal Bollettino dell’Istituto Botanico della Università di Catania Serie II - Volume II - Anno 1958, è riportato un ampio quadro storico mirabilmente descritto dalla vivida penna di Valerio Giacomini.

La fondazione - Spentosi nel 1840 FERDINANDO COSENTINO, l'insegnamento della Botanica fu tenuto per alcuni anni dall'alberista e dimostratore GAETANO DE GAETANI, come sostituto, finché nel 1843 salì in cattedra come ordinario FRANCESCO TORNABENE ROCCAFORTE (1813-1897), monaco cassinese, che era al tempo già noto per vari lavori di biologia vegetale. Il TORNABENE si era formato alla scuola del COSENTINI, ma aveva soprattutto fatto esperienza in quell'orto botanico che ancora esisteva nel Convento di S. Nicolò l'Arena, accanto al Padre EMILIANO GUTTADAURO. L'opera del TORNABENE fu inizialmente bibliografica ed erudita, avendo lavorato per due anni al riordinamento della ricca Biblioteca del Monastero; ne son risultate le monografie sulla Tipografia Siciliana del XV e XVI secolo, e le ricerche sulle opere botaniche del XV secolo. Anche questi lavori denotano già metodo scientifico e una laboriosità eccezionale. Il gusto per le ricerche storiche si manterrà ancora a lungo, ma si verranno sempre più delineando le sue attitudini per le ricerche sperimentali botaniche; attitudini, per verità, in nessun modo eccezionali, perché in nessun campo hanno saputo realizzare risultati di interesse fondamentale. Noi dobbiamo tuttavia al TORNABENE il riguardo di una speciale attenzione, perché fu il fautore tenace e fortunato dell'istituzione di un Orto Botanico Catanese.

Sin dal 26 settembre 1843 il Gran Cancelliere dell'Università di Catania aveva interessato il Presidente presso la Commissione Suprema di Pubblica Istruzione ed Educazione di Palermo alla necessità dell'acquisto di un fondo per costruire un Orto Botanico universitario. La pratica si svolse favorevolmente, poiché il 5 maggio 1845 vennero incaricati il Prof. F. TORNABENE e il Prof. CARLO GEMMELLARO, insieme al Rettore e al Segretario Cancelliere, di scegliere un luogo nell'interno della Città. Ottenute le informazioni del caso il 28 giugno 1845 la Deputazione degli Studi dell'Università di Catania deliberava di acquistare "un locale nel compreso della Città, che si prestasse a formare un Orto Botanico tanto necessario alla Pubblica Istruzione" e proponeva l'Orto del Sig. Dr. Carmine Ferlito nella Strada Etnea al Borgo" incaricando delle questioni tecniche l'ingegnere LORENZO MADDEM, il quale secondo una lettera a lui indirizzata il 30 giugno 1845 doveva interessarsi all'acquisto dell'orto, giardino, casina interna, il portone nobile, tre botteghe lungo la strada Etnea".

Tutto questo venne presto realizzato con regolare contratto, ma dovettero sorgere difficoltà nei particolari perché ancora al principio del 1847 - essendo stata approvata dal Governo di S. M. l'istituzione di un Orto Botanico - permangono questioni da risolvere, di cui si occupa sempre il ricordato ingegnere. A questa data non erano ancora iniziati i lavori, mentre il TORNABENE sollecitava vivacemente la Deputazione universitaria e si dava ad organizzare le richieste di piante vive e di semi per popolare prontamente l'area destinata all'Orto. Il 12 novembre 1847 venivano autorizzate le prime spese necessarie alla formazione dell'Orto Botanico. Il 19 novembre, certo su richiesta del TORNABENE, l'ingegnere MADDEM è incaricato di dare relazione sulla costruzione della stufa del tepidario " e del " sito per le piante paludose ".

Le "funeste vicende" del 1848 durante le quali fu saccheggiala la casa dell'Ingegnere MADDEM, con conseguente dispersione di progetti e di carte, ritardarono l'esecuzione di molti lavori, finché nel febbraio 1853 non venne ripreso un esame dettagliato della situazione, a richiesta del Gran Cancelliere dell'Università D. C. MARTORANA. Si può dire quindi che i lavori principali furono progettati in quest'anno: lavori di area, di fabbrica (per la Scuola, Biblioteca, Orto Secco, Semenzaio, Deposito Strumenti, Appartamento del Direttore, Casa del Custode, 1 Stufa grande e 2 piccole, 1 vasca a scompartimenti e 2 piccole, due piramidi per vasi, ecc.). Ma l'esecuzione è dubbio fosse avviata fino al 1857 anno in cui è ancora questione di avvisi di appalto per i lavori dell'Orto Botanico .

Nel 1857 si profila finalmente anche un bilancio e un organico dell'Orto Botanico. Le spese di mantenimento (personale, materiali, libri, acqua) erano previste per un ammontare di 1044 Ducati (Lire 4.594.72). Il personale comprendeva un Direttore, un sotto-Direttore, tre giardinieri, due lavoranti; ma crediamo che ben presto si sia addivenuti a una contrazione perché nel 1861 appare indicato nel bilancio solo un alberista dimostratore, un ortolano e un aiuto-ortolano.

Finalmente nel 1858 l' Orto era pronto e presentabile per l'inaugurazione. Un intenso carteggio organizza la cerimonia e gli ultimi preparativi per rendere più decorosa la nuova Istituzione agli occhi delle autorevoli persone convocate e della cittadinanza catanese. La Deputazione dell'Università umiliava al Re delle Due Sicilie, Ferdinando II di Borbone, il programma della cerimonia e il discorso inaugurale scritto da FRANCESCO TORNABENE e stampato in elegante edizione.

Il 31 luglio 1858, giorno natalizio di S. M. la Regina, presenti le più alte autorità civili, il Corpo Accademico, rappresentanti degli Enti Morali, il Vescovo benediva la prima pietra. La cerimonia era fastosa e appena oggi immaginabile, essendo stato predisposto un palco capace di 300 posti a sedere, con tendaggi bianchi e rossi, con tappeti, trofei, bandiere intorno alle effigi del Re e della Regina. Il discorso inaugurale del TORNABENE rievocava i fasti lontani della fondazione dello Studio Universale di Catania, che parevano un poco rinnovarsi in questa cerimonia; ricordava anche la lunga attesa sua e dei predecessori, e di tutti i naturalisti catanesi, finalmente coronata; esaltava la funzione scientifica, pratica, educativa dei Giardini Botanici. La cerimonia si concludeva con evviva esultanti, con fuochi d'artificio, con spari di artiglierie.

Non sappiamo se altri Orti Botanici italiani siano mai stati inaugurati con tanto fasto, e tanto lieto rumore. Forse la lunga attesa dell'avvenimento, forse la simpatia per la nuova istituzione, certo anche il carattere impetuoso e generoso della popolazione catanese, pronta a dare entusiastico benvenuto ad ogni progresso civile e morale della città, spiegano questa eccezionale celebrazione.