IL PRIMO DIRETTORE



...Il primo direttore - Dal 1853, data di fondazione, al 1891 fu direttore dell’Orto Botanico FRANCESCO TORNABENE.

Abbiamo già detto della tenacia e pazienza con le quali aveva perseguito "per quattro lustri", la realizzazione di quello che "fu voto universale in Catania, lo aversi un Orto Accademico " (TORNABENE, 1858), ma dobbiamo dire ancora di lui con quali e quante sollecitudini condusse a termine l'Istituzione.

Nel 1859 progrediva la costruzione dell'Istituto e dell'Orto. TORNABENE (1887) illustra abbastanza bene i caratteri dell'ambiente prescelto per comprendere le difficoltà che dovette affrontare per introdurre piante specialmente arboree sul suolo roccioso lavico. Fece rompere superficialmente le masse laviche, fece riempire col detrito le cavernosità, e poté quindi cominciare a piantare i primi alberi nel 1861, anno in cui chiese al Rettore che "potendo attuarsi da oggi la piantagione dell'Orto Botanico " gli venisse concesso un primo giardiniere, un lavorante e maggior disponibilità di acqua. I1 problema dell'acqua fu risolto acquistandola dalla famiglia Paternò Castello Duca di Carcaci.

Ma lo spazio disponibile per le coltivazioni non risultava sufficiente alla realizzazione di un Orto Botanico sia pur di piccole dimensioni, perciò TORNABENE sollecitava e otteneva nel 1860 l'acquisto di altri poderi limitrofi.

Si assiste a quell'epoca ad un gesto simpatico del Direttore dell'Orto Botanico di Palermo Prof. AGOSTINO TODARO, che per dare aiuto al nascente Orto Catanese, inviò per qualche tempo il suo capo-giardiniere NICOLA CITARDA a coadiuvare il nuovo capo-giardiniere nominato dal TORNABENE nella persona di LUIGI MARESCA.

I lavori proseguivano in modo soddisfacente. Nel 1861 fu anche autorizzata la costruzione di una " stufa di cristalli " simile a quella dell'Orto Botanico di Palermo. Il riferimento al grande Orto Palermitano è costantemente ripetuto, nelle richieste, nei progetti, negli ordinamenti; costituiva un modello da imitare, sia pur modestamente e su tanto minore estensione.

Strane contraddizioni si verificarono ben presto nell'andamento della costruzione e dell'allestimento dell'Orto. Da un lato si continuava a discutere sull'esecuzione di sculture in bassorilievo con cui adornare la facciata dell'Edificio, già nobilitata da colonne e iscrizioni, denotando la volontà di conferire anche maggior decoro all'Istituzione; dall'altro lato si stentava a trovare i fondi per i quattro giardinieri (tanti erano nel 1862) per il " soldo " del direttore, e per l'acquisto dell'acqua, così che doveva anticipare lo stesso TORNABENE. In una lettera dell'11 febbraio 1862 al Rettore dell'Università egli si esprime in tono particolarmente accorato rivendicando i " diritti dei liberi e pacifici professori, che a sudor di sangue, con estemporaneo concorso salirono alla Cattedra di Botanica sin dal 1840, e che colle loro opere hanno comprato un nome, e (coi loro) sudori hanno fondato un Orto Botanico in Catania, lo hanno classato, nomenclato, l'anno arricchito del proprio Erbario, della propria Biblioteca, e gli hanno speso quel poco che han potuto sottrarre dai propri bisogni "; e concludeva: " Io qual Professore della Botanica e quindi qual Direttore noto dello Stabilimento, qual fondatore amantissimo dello stesso, qual'uomo che ho donato al mio Orto Botanico i miei libri, il mio ricco Erbario, i miei denari, la mia vita, non cesserò di assisterlo, però senza giardinieri, senz'acqua, senza mezzi non avrò altro scampo che rendere di ragione pubblica i fatti, che hanno portato la chiusura, la distruzione d'uno stabilimento che a me costò la vita, alla nostra Università ingenti somme, ed oggi a Lei il dolore di vederlo chiuso, annullato ".

Non ci dilungheremo sul quanto ha realizzato il TORNABENE. Quanto alla fabbrica dell'Istituto e dell'Orto, possiamo rimandare al volume illustrativo nel quale egli nel 1887 descrive dettagliatamente gli edifici, le attrezzature, la sistemazione dell'Orto, con un elenco ricchissimo di specie, che pare appena possibile riuscire a radunare e ordinare in così modesta superficie, in venticinque anni di assidue cure.

Anticipando proprio denaro acquistò l'area da destinare all'Orto Siculo, per adunarvi le specie della flora spontanea.

Radunò collezioni vive di interesse pratico, assai apprezzate, di Cotoni e di Tabacchi, la prima delle quali fu inviata, e premiata, alle grandi Esposizioni di Torino, di Dublino e di Napoli.

Circa l'attività scientifica svolta dal 1858 in poi non abbiamo motivo di modificare il modesto giudizio che non noi soltanto, ma anche altri hanno espresso. Non a torto LANZA (1926) giudica di scarso valore le opere sulla Flora Sicula, alle quali pure egli annetteva tanta importanza.

Eppure noi abbiamo voluto dedicare un capitolo di questa rievocazione all'opera di FRANCESCO TORNABENE. E' giusto che egli tenga un posto d'onore fra tutti i direttori dell'Orto Botanico di Catania, perchè al suo lungo sacrificio, alla sua dedizione appassionata, dobbiamo se fu portata finalmente a dignitoso livello, fra le altre discipline dell'Ateneo Catanese, la Scienza dei vegetali. FRANCESCO TORNABENE non lascia, è vero, grande orma di studi e ricerche, ma ha costruito " a sudor di sangue " un'Istituzione, che altri hanno poi potuto con meno fatica nobilitare con la loro produzione scientifica. Sia detta dunque almeno una parola di gratitudine all'uomo generoso e preveggente, non separabile dallo studioso modesto e appassionato; egli appartiene al numero tanto piccolo di coloro che sanno dare senza ricevere, mentre ovunque è tanto più facile trovare coloro che sanno ricevere senza saper donare. Nessuno dei successori del TORNABENE avrà diritto, più di lui, di scrivere dell’Orto Botanico Catanese " il mio orto botanico ".