I SUCCESSORI



...I successori Allorché FRANCESCO TORNABENE quasi ottuagenario abbandonò la cattedra di Botanica, poté consegnare al successore un Istituto e un Orto efficienti e decorosi.

Parve che in un primo momento venisse incaricato il Prof. A. ALOI, ma poi l'incarico venne affidato al Prof. PASQUALE BACCARINI (1858 -1919), che nel 1892 occupò come Professore straordinario la cattedra Catanese. Il BACCARINI rimase in questa sede fino al 1900; la sua attività scientifica è esaminata anche da RODIO (1951) e consiste in ricerche micologiche e fitopatologiche, di biologia e anatomia vegetale. La figura e l'opera del BACCARINI dovevano assumere piena espressione e importanza nella successiva sede da lui raggiunta nel 1900, cioè presso l'Istituto Botanico di Firenze e presso le grandi collezioni dell'Erbario Centrale Fiorentino.

Dopo il trasferimento del BACCARINI assunse la direzione interinale il Prof. GIUSEPPE LOPRIORE pugliese (1865-1928) che era insegnante alla Scuola di Viticoltura ed Enologia di Catania, studioso di vasta esperienza, che dalla patologia vegetale si estendeva alla biologia e sistematica vegetale, all'agronomia, alla chimica agraria. Egli aveva già in corso ricerche citologiche, che continuò anche dopo aver lasciata Catania. Tenne l'incarico della direzione dell'Orto Botanico dal 1900 al 1901, ma lo frequentò per diversi anni successivamente come libero docente incaricato della Botanica medica, finché nel 1909 si trasferiva ad assumere la direzione della R. Stazione Agraria di Modena.

Dal 1 novembre 1901 assunse la direzione e salì alla cattedra di Botanica FRIDIANO CAVARA (1857-1929) trasferitosi dalla direzione dell'Istituto Botanico dell'Università di Cagliari. CAVARA portò a Catania, come poi avrebbe portato a Napoli, un'attività scientifica vivace e varia. Noi non possiamo non considerare con particolare simpatia uno studioso tanto versatile, appassionato, instancabile, che ha percorso un itinerario di sedi botaniche tanto simile a quello che fino ad oggi abbiamo noi stessi seguito: Pavia, Firenze, poi la Sardegna, quindi Catania e infine Napoli. CAVARA svolse anche a Catania la sua ricerca micologica alla quale era stato iniziato presso la Scuola di Pavia. ma continuò pure la sua esperienza embriologica e biologica. Attirato dalle singolarità della flora e vegetazione siciliana, si dedicò anche a ricerche floristiche e geobotaniche, ma soprattutto fu iniziatore sull'Etna di esperienze di acclimatazione di piante in ambiente alpino. Nei pressi della Cantoniera dell'Etna, a 1880 m. creò un Giardino Botanico alpino che chiamò " Gussonea " in onore del più illustre autore della flora siciliana; interessante tentativo che però non durò oltre la sua partenza da Catania. CAVARA avrebbe potuto portare ad alto livello di efficienza l'Istituto e Orto Botanico di Catania, ma lo attendeva la sede di Napoli dove era chiamato a svolgere un'opera molto simile, per valore morale, a quella che TORNABENE aveva svolta a Catania; doveva gettare le basi del nuovo Istituto Botanico Napoletano, prodigandosi e lottando generosamente contro innumeri difficoltà; doveva anche fondare la Stazione Sperimentale per le Piante Officinali di Napoli, per portare su base scientifica organizzata la conoscenza delle piante medicinali, essenziere, industriali. Il trasferimento alla sede di Napoli avvenne nel 1906.

Gli succedette a Catania nello stesso anno una singolare e per alcuni aspetti sorprendente figura di Botanico: LUIGI BUSCALIONI (1863-1954). La esuberante, poliedrica produzione scientifica, che spaziava arditamente in tutte quasi le branche della Botanica, la cultura e informazione vastissime, il disinteresse per qualsivoglia utilitarietà che non fosse a vantaggio del sapere, anzi dell'avidissima curiosità naturalistica, contribuirono non poco alla sua notorietà in Italia e all'estero. Una severa intransigenza, l'incapacità di accedere ad accomodamenti o di percorrere altre vie che non fossero quelle che più diritte apparivano al suo giudizio, gli procurarono non poche ostilità e contrasti. Anche sulla sua attività di Direttore dell'Orto Botanico di Catania furono diffuse tali e tante allarmistiche voci da suscitare perfino qualche ansietà nelle sedi che dovevano accogliere poi sue richieste di trasferimento. Forse è giusto, almeno per quel che riguarda la sede di Catania, ricondurre le voci e le accuse alle reali ragionevoli dimensioni. Si disse infatti che il BUSCALIONI si era dato ad abbattere gli alberi dell'Orto Botanico, ma un'inchiesta appurò trattarsi solo di necessari provvedimenti per realizzare l'ordine Engleriano nel Sistema dell'Orto, ed egli fu autorizzato a portarli a compimento. BUSCALIONI reagiva spesso a queste e altre insinuazioni con arguzia pungente, sferzante, non di rado con epigrammi che facevano in breve il giro della Penisola; ed anche questo gli procurava nuove antipatie. Non vorremmo aver l'aria di scrivere una apologia dell'illustre nostro predecessore; egli non ne ha alcun bisogno dacché la sua notorietà rimane essenzialmente legata alla enorme produzione scientifica, mentre si vanno affievolendo le piccole voci, le critiche rivolte più all'uomo che allo studioso.

Certamente la cattedra di Botanica Catanese deve molta notorietà e lustro all'esser stata affidata per diciassette anni al BUSCALIONI. Nove annate di " Malpighia " videro la luce a Catania, e numerosi lavori, che più sotto elenchiamo, attestano un fervore di ricerca, senza precedenti in questa sede.

Sono lavori di morfologia, e biologia, di teratologia, di anatomia, di fisiologia, di ecologia e fitogeografia, di tecnica microscopica, di parassitologia vegetale, su una grande varietà di materiali, con originalità di vedute, con capacità di elevarsi al livello delle teorie e interpretazioni biologiche più generali.

Alle benemerenze di BUSCALIONI si aggiunge l'ampliamento dell'Istituto, con la creazione di locali per la biblioteca e i laboratori. Purtroppo la costruzione non reggeva più a confronto con l'aulico edificio Tornabeniano, di cui solo simulava modestamente le linee; e neppure poté essere realizzata la sopraelevazione che pure era stata proposta e progettata.

Ci sia permesso allora di dare particolare rilievo al laborioso periodo di vita scientifica dell'Orto Botanico di Catania legato alla direzione di LUIGI BUSCALIONI; fu un periodo di progresso materiale e morale, delle strutture e del patrimonio scientifico.

Non può essere dimenticato un fedele e prezioso collaboratore catanese che realizzò molte ricerche a fianco di BUSCALIONI: GIUSEPPE MUSCATELLO. Vanno pure ricordati per la loro produzione scientifica gli assistenti GIULIO TRINCHIERI che oggi è benemerito redattore degli Annali della Sperimentazione Agraria a Roma e GUIDO ROCCELLA.

Trasferitosi nel 1923 il BUSCALIONI a Palermo, ebbe l'incarico della direzione dell'Orto Botanico il Professore di Chimica GIUSEPPE GRASSI-CRISTALDI, mentre assumeva l'incarico dell'insegnamento GIUSEPPE MUSCATELLO. Questa situazione perdurò fino al 1926, anno in cui conseguì la cattedra di Botanica a Catania EMILIO CHIOVENDA (1871-1941), romano di nascita, già conservatore dell'Erbario Coloniale di Firenze.

Il CHIOVENDA nei pochi anni trascorsi a Catania (1926-1929) continuò le sue ricerche floristiche coloniali; solo alcune note su piante siciliane indicano qualche interessamento a problemi botanici locali. Erano suoi assistenti ancora GRAZIA MUSCATELLO-CALDARERA e GUIDO ROCCELLA.

Trasferitosi nel 1929 il CHIOVENDA all'Università di Modena, tornò ad essere incaricato della direzione dell'Orto il GRASSI-CRISTALDI, fino al 1931, anno in cui perviene alla cattedra di Botanica di Catania ROBERTO SAVELLI.