1931-1958



...Da questo punto noi passiamo ad occuparci di colleghi ancora viventi sui quali è doveroso da parte nostra attenerci soltanto a una informazione cronistica. Del resto anche nell'iconografia ci siamo attenuti a questa limitazione.

La vasta opera scientifica con la quale SAVELLI contribuì a mantenere su alto tono la produzione botanica dell'Orto Botanico Catanese, è stata rivolta alla genetica, alla fisiologia vegetale, e soprattutto a fini ricerche citologiche e fisiologico-citologiche. Ebbe come collaboratori e assistenti: NERINA SOSTER, GAETANA CASALAINA, CARMELA CARUSO. Il SAVELLI rimase nella sede di Catania fino al 1940, anno in cui ottenne il trasferimento all'Università di Bologna.

Nello stesso anno e nel successivo fu incaricata della direzione e dell'insegnamento ALBINA MESSERI che era docente in Botanica, proveniente dall'Università di Firenze, e che continuò in questo periodo le sue ricerche di istologia del legno, di floristica e sistematica.

Nel 1942 si avvicenda nell'incarico ROBERTO CORTI pure libero docente in Botanica della Scuola di Firenze. Allora accentrava il CORTI la sua attività scientifica alla elaborazione delle raccolte botaniche eseguite nel Fezzan.

Queste date ci dicono che ci stiamo avvicinando a un periodo molto triste per la nostra Istituzione, come per molte altre in Italia: il periodo della seconda guerra mondiale. Assunse in questa vigilia, nel 1943, la direzione e l'insegnamento GAETANO RODIO, proveniente dall'Istituto Botanico di Napoli. L'occupazione dell'Istituto da parte delle truppe alleate, le difficoltà postbelliche non giovarono certo all'efficienza dell'Istituto e dell'Orto Botanico, la cui vitalità già così fervida, divenne languente, mentre le stesse strutture degli edifici mostravano i segni di una profonda decadenza. Il RODIO cercò tuttavia di portare avanti con le sue sole forze, ricerche di fisiologia vegetale e riuscì a pubblicare i primi due volumi del Bollettino dell'Istituto Botanico dell'Università di Catania.

Ancora in gravi condizioni di decadenza abbiamo trovato l'Istituto e l'Orto Botanico, quando nel 1956 abbiamo ottenuto di trasferirci dall'Università di Sassari a quella di Catania. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio per porre riparo ai danni più gravi, e per provvedere alle più urgenti necessità, allestendo alcuni laboratori, curando l'aggiornamento di attrezzature, creando servizi e via dicendo. Purtroppo, dimostratosi vano ogni tentativo di restauro, si dovette demolire la monumentale serra che costituiva il Tepidario. Mentre stiamo scrivendo stanno per uscire i tre volumi della nuova serie del Bollettino dell'Orto Botanico, destinati a raccogliere le ricerche in massima parte qui eseguite oppure organizzate durante i tre anni di nostra permanenza nella sede di Catania.

Sono stati nostri collaboratori validissimi gli assistenti AUGUSTO PIROLA e FRANCESCO FURNARI, nonché altri giovani sperimentatori come SALVATORE GENTILE e GIUSEPPINA DI BENEDETTO. Ci sia concesso ricordare anche il costante prezioso aiuto del tecnico NUNZIO VALENTI. e la gradita consuetudine del compianto ex Capo Giardiniere FRANCESCO D'URSO, che dopo aver dedicato quarantanni di intelligente e appassionato lavoro all'Orto Botanico Catanese, frequentava ancora l'Istituto, coadiuvandoci in lavori floristici.

Mentre l'Istituto Botanico Catanese stava riprendendo per merito specialmente dei nostri giovani collaboratori, un’attività forse paragonabile per intensità a quella dei suoi tempi migliori, circostanze di forza superiore agli stessi legami di affetto che ormai ci vincolavano a questa Istituzione, a questi luoghi, a queste persone, ci hanno indotti a trasferirci nella sede di Napoli. Tre anni di lavoro concorde e incessante erano bastati a condurre l'Istituto ad una condizione abbastanza efficiente, ma non certo al decoro degno delle tradizioni e del promettente avvenire della Università di Catania.

Ai nostri successori sarà affidato — auguriamo assai presto — il compito di fondare un nuovo Istituto e Orto Botanico, destinato a rinverdire di nuova vigorosa giovinezza la tradizione botanica Catanese, assai più antica del secolare " Hortus Catinensis ", assai più duratura delle costruzioni di nera lava etnea, e degli alberi piantati dal TORNABENE perchè affonda le radici nella feconda inesausta intelligenza e umanità della gente di Sicilia.

Chiudiamo questa rapida scorsa con un riassunto schematico, cronologico delle serie di Professori e di Assistenti che si sono susseguiti dal 1858 al 1958 nell'Orto Botanico Catanese; nomi illustri, nomi anche modesti, che testimoniano una continuità mai interrotta, di pensiero, di opere e anche di dedizione e di sacrificio.