Generalità sulla Flora micologica etnea

La flora del territorio etneo annovera numerose entità degne di rilievo e, anche dal punto di vista micologico, è decisamente varia e caratterizzata dalla presenza di centinaia di specie, alcune delle quali di particolare interesse per la loro rarità nel territorio, altre perché simbionti di essenze endemiche esclusive dell’Etna, altre ancora per il particolare habitat.

La flora micologica della Sicilia orientale, e in particolar modo del territorio etneo, è stata indagata, in passato, da Coco (1856), Scalia (1899, 1900, 1901, 1902) e Cavara (1902, 1903).

Più di recente, la flora micologica dell’Etna è stata oggetto, sia di ricerche micocenologiche effettuate in diverse formazioni boschive etnee (Napoli 1993; Signorello, 1996a, 1996b), sia di ricerche floristico-ecologiche, effettuate, quest’ultime, nel contesto di un più vasto ambito di studi sulla flora micologica della Sicilia (Battiato & Signorello, 1984; Battiato & al., 1987; Napoli, 1999, 2000; Napoli & Signorello, 1989a, 1989b, Signorello e Napoli, 1989a, 1989b, 1990, 1991, 1994a, 1994b; Signorello, 1995) e, in particolare, della parte meridionale e centro-orientale dell’Isola (Napoli, 1998, 1998-99, 1999).

Tali ricerche hanno permesso di evidenziare come la flora macromicetica etnea sia ricca, e di un cospicuo numero di specie tossiche (le quali sono spesso causa di avvelenamenti e, talvolta, anche di decessi) e di un ancor più elevato numero di specie commestibili la cui raccolta, da tempo, è divenuta oggetto di un attivo commercio in numerosi paesi alle falde dell’Etna.

Considerato l’interesse sempre crescente che i macromiceti etnei suscitano soprattutto dal punto di vista gastronomico, col presente sito, che scaturisce sia sulla base di riferimenti bibliografici, sia di osservazioni e ritrovamenti personali, nonché di segnalazioni fatte da esperti fùnciari (raccoglitori di funghi) dell’Etna, si vuole fornire un contributo alla conoscenza dei funghi etnei, anche sotto il profilo della loro utilizzazione per fini alimentari.

A tale scopo, si è ritenuto opportuno riportare, raggruppate in famiglie, senza peraltro seguire un ordine sistematico, le più ricercate specie commestibili, quelle tossiche o sospette, le allucinogene e le velenose mortali più rappresentative della flora macromicetica etnea, corredando la loro elencazione con le indicazioni (ove note) delle relative denominazioni vernacolari, degli habitat e delle località di raccolta.

Gli ambienti indagati nel territorio etneo sono tra i più vari: si tratta infatti sia di aree site in zone collinari e alto-collinari (prati, pascoli, coltivi, radure), sia di formazioni boschive localizzate ad altitudini diverse, quali pinete, leccete, querceti, faggete, castagneti e betuleti, che, sull’Etna, formano sia cenosi pure, sia miste.

Le aree indagate, molte delle quali all’interno dei confini del parco dell’Etna, sono comprese prevalentemente nei comuni di Linguaglossa, Piedimonte Etneo, S. Alfio, Milo, Zafferana Etnea, Trecastagni, Pedara, Nicolosi, Mascalucia, Belpasso, Ragalna, Bronte e Randazzo, tutti siti nella provincia di Catania.