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L'Orto Botanico

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La botanica a Catania
Fino alla fine del 1700 la Botanica era inclusa tra gli insegnamenti di Medicina o incorporata nell'insegnamento delle Scienze Naturali o, ancora, affidata come incarico secondario ai professori di Chimica e Farmacia.
Solo nel 1788 essa divenne disciplina autonoma con la creazione della Cattedra che venne affidata al farmacista Matteo Di Pasquale. Egli utilizzava un piccolo orto preso a pigione in cui dava dimostrazioni pratiche a sussidio delle lezioni in aula.
Anche Ferdinando Cosentini (1764-1840), succeduto al
Di Pasquale nel 1805, per la carenza di un orto pubblico "procurò di supplire a tanto difetto, mercé un suo privato giardino" (PARLATORE, 1838).
All'inizio del XIX secolo si manifestò a Catania uno speciale interesse per le piante. Furono fondati numerosi orti botanici privati, alcuni ricchissimi di specie.
Lo stesso fratello del Cosentini, don Giuseppe, decano del Collegio Teologico dell'Università, in un giardino pensile nei pressi dell'Anfiteatro coltivava prevalentemente piante officinali.
Ignazio Paternò Castello, Principe di Biscari, mecenate delle lettere ed archeologo, nel 1754 fondò un orto botanico privato nella zona detta "Laberinto" che costituì il nucleo d'origine del parco comunale, la Villa Bellini.
Allo stesso periodo risale la creazione di un orto botanico all'interno del monastero benedettino di San Nicolò l'Arena ad opera di Padre Emiliano Guttadauro, con piante rare e una ricca biblioteca botanica.

Testimonianza dell'interesse per la Botanica sono anche le opere di valenti studiosi che contribuirono al progresso di questa scienza. Ricordiamo:
Salvatore Scuderi (1781-1840) che scrisse un trattato sui boschi dell'Etna;
Carlo Maravigna che pubblicò nel 1827 un saggio sulla flora catanese;
Paolo Castorina e Gaetano De Gaetani che studiarono le piante medicinali;
Carlo Gemmellaro (1787-1866) noto per i lavori di vulcanologia e geologia, nonché autore di alcuni contributi di geografia botanica e morfologia vegetale.
 
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