Nymphaeaceae
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Ninfea bianca  
Nymphaea alba L.
AreaOrigine
Europa, Asia, Africa settentrionale
Etimologia
Il termine generico sembra derivare dall'arabo 'ninufar', nome comune di una pianta acquatica di non chiara identificazione. Secondo Teofrasto e Dioscoride deriva dal greco 'nymphaia' = pianta delle ninfe, perchè tipica dei boschi e delle zone acquatiche e paludose dove dimoravano le ninfe. Il termine specifico, dal lat. 'albus' = bianco, allude al colore dei fiori.
Collocazione e caratteristiche
Settore: Vasca 3 05
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni:
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Pianta acquatica perenne, decidua, ancorata ai fondali fangosi mediante radici che si dipartono da un rizoma strisciante, carnoso e tuberoso.
Foglie
Le foglie sono galleggianti, ampie, coriacee, con margine intero, rotondeggianti, profondamente cordate alla base, portate da piccioli cilindrici lunghi 1-2 m, da giovani arrotolate nelle due porzioni simmetriche e di colore rossiccio, poi vanno distendendosi fino ad appiattirsi sull'acqua.
Fiori
I fiori sono grandi e vistosi, larghi fino a 30 cm, portati da peduncoli lunghi 1-2 m ed emergenti a pelo dell'acqua; hanno 4 sepali di colore verde e numerosi petali spiralati, bianchi, i più esterni venati di verde. Gli stami sono numerosi, quelli esterni petaloidi, l'ovario è semi-infero e formato da numerosi carpelli saldati, in parte concresciuto con il ricettacolo e caratterizzato nella parte sommitale da una concavità coronata da elementi carnosi, residui degli stili carpellari.
Frutti
Il frutto è bacciforme, subgloboso, indeiscente, coronato dai resti degli stili. Esso matura nel fango e contiene numerosi semi rivestiti da un arillo membranaceo.
Periodo di fioritura
Fiorisce in estate, nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre.
Coltivazione
Pianta abbastanza rustica e resistente al freddo, richiede esposizioni soleggiate, acqua stagnante e terreno composto, arricchito di concime. E' consigliabile rimuovere il fogliame appassito per evitare l'inquinamento dell'acqua.Sono note diverse varietà coltivate: la var. 'rubra' a fiori rosei, la var. 'candidissima' più robusta, e molte altre ottenute da incroci plurimi con N. odorata, N. tetragona e N. mexicana.
Propagazione
Si moltiplica per seme o per divisione di cespi.
Uso
Spontanea anche in Italia, nei laghi, nelle paludi e nelle acque stagnanti soprattutto delle valli alpine e della zona padana. Si coltiva come pianta ornamentale per vasche e specchi d'acqua.
Interesse
La specie riveste un modesto interesse offcinale: la droga è rappresentata soprattutto dal rizoma e dai fiori. Il rizoma, e in genere tutta la pianta, contengono tannini, acido metarabico e un alcaloide, la ninfeina, che agisce sul sistema nervoso. La ninfeina a dosi molto basse ha proprietà sedative e anafrodisiache, altrimenti è altamente tossica e può provocare paralisi dei nervi sensitivi e motori fino alla morte per arresto cardiaco e respiratorio. I fiori contengono un glucoside, la ninfalina, con azione simile alla Digitale.
Avversità
Questa specie è colpita da diverse malattie crittogamiche: le 'maculature fogliari', provocate da Gloeosporium nymphaearum, Entyloma nymphaeae, Cercospora sp.; vanno trattate con clortalonil, ossicloruro di rame o tiram. Il marciume alla base delle foglie o del picciolo, provocato da varie specie di Pythium, necessita trattamenti nelle zone del colletto e nelle radici con fosetil-alluminio o propamocarb. Frequenti sono gli attacchi parassitari: l'afide verde delle ninfee (Rhopalosiphum nymphaeae) agisce succhiando la linfa dalle foglie e dai fiori fino a disseccarli e va in genere allontanato meccanicamente con getti d'acqua; altri parassiti, quali la larva delle ninfee (Nymphula nymphaeata), la galerucella delle ninfee (Galerucella nymphaeae) e la larva delle radici (Limnophilus marmoratus) agiscono rodendo il parenchima fogliare fino a sclerotizzarlo nonché i fiori oppure le radici e vanno eliminati meccanicamente con l'acqua o tramite pesci che si nutrono delle larve.
Curiosità
Plinio narra che il nome Ninfea deriva da una Ninfa che, gelosa del Dio Ercole, venne tramutata in questo fiore.
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