Marsileaceae
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Quadrifoglio d'acqua, Quadrifoglio palustre  
Marsilea quadrifolia L.
AreaOrigine
Regioni temperate dell'Emisfero settentrionale
Etimologia
Il termine generico è dedicato al conte Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730), scienziato ed esploratore bolognese. Il termine specifico allude alla morfologia della fronda, a quattro lobi.
Collocazione e caratteristiche
Settore: Vasca 3 04
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni:
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Felce acquatica, perenne, con rizoma strisciante sul fondo fangoso al quale si ancora mediante le radici.
Foglie
Le fronde sono portate, al di fuori dell'acqua, da lunghi peduncoli; hanno il lembo diviso in quattro lobi digitati, triangolari, con margine arrotondato.
Fiori
Fiori assenti. Gli organi riproduttori sono rappresentati da sporangi racchiusi dentro sporocarpi reniformi portati da un peduncolo lungo ca. 2 cm inserito alla base del picciolo. Lo sporocarpo, dopo 2-3 anni dalla maturazione, si apre in due valve liberando nell'acqua le spore le quali sembra conservino la vitalità per 20-30 anni. Le spore successivamente germineranno dando origine alla generazione gametofitica: la macrospora al protallo femminile, la microspora al protallo maschile, che svilupperanno gli organi riproduttori, rispettivamente gli archegoni e gli anteridi. Dal processo gamico si forma uno zigote che darà origine allo sporofito di Marsilea.
Frutti
Assenti.
Uso
Spontanea in gran parte dell'Europa e anche in Italia, si adopera soprattutto per decorare vasche e specchi d'acqua dove tende a formare densi tappeti.
Interesse
Alcune specie australiane come M. drummondii e M. nardei possiedono sporocarpi ricchi di amido dai quali le popolazioni locali ricavano una fecola, nota come 'nardu', impiegata nella loro alimentazione.
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