Hippocastanaceae
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Ippocastano, Castagno d'India  
Aesculus hippocastanum L.
Sinonimi
Hippocastanum vulgare Gaertn.
AreaOrigine
Grecia, Asia occidentale
Etimologia
Il termine generico è il nome comune latino dato a una specie di quercia, nome adoperato poi per questa pianta forse in riferimento al portamento imponente e robusto. Il termine specifico sembra legato all'uso dei frutti di questa pianta, simili a castagne, per curare la tosse dei cavalli (in greco 'ippos' = cavallo).
Collocazione e caratteristiche
Settore: XI 30 XXI 06
Numero: DF
Collezione: Piante officinali
Dimensioni: Altezza: 8 m; diametro del fusto: 30 cm
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Albero deciduo, alto fino a 40 m, a portamento espanso e chioma ampia, con tronco e rami ricoperti da una corteccia liscia, successivamente fessurata longitudinalmente.
Foglie
Le foglie sono palmato-composte, con 5-7 foglioline cuneiformi a margine dentato e con lungo picciolo.
Fiori
I fiori, riuniti in vistose pannocchie erette, terminali, sono irregolari, con calice a 5 denti e corolla a 5 petali bianchi screziati di rosso.
Frutti
Il frutto è una capsula sferica, spinosa, contenente uno o più semi grossi, bruni e lucidi, simili a castagne.
Periodo di fioritura
Fiorisce in primavera, tra Aprile e Maggio.
Coltivazione
Pianta abbastanza rustica, predilige esposizioni soleggiate, terreno profondo, ben drenato. Esistono numerose varietà orticole: la var. 'digitata' a foglioline brevi e strette; la var. 'flore pleno', sterile, a fiori doppi; la var. 'memmingeri' con foglie inizialmente gialle, poi verde pallido; ecc.
Propagazione
Si moltiplica per seme in autunno.
Uso
Si utilizza come pianta ornamentale in parchi e giardini per ombreggiatura e per l'abbondante e vistosa fioritura.
Interesse
La scorza ha attività antisettica, i semi hanno azione vasocostrittrice.
Curiosità
I semi sono tossici per l'uomo mentre possono essere consumati senza inconvenienti dagli animali selvatici ed anche da alcuni animali domestici (mucche, pecore, capre, ecc.); sono irritanti per i gallinacei.
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