Phytolaccaceae
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Fitolacca arborea  
Phytolacca dioica L.
AreaOrigine
Argentina, Perù, Bolivia.
Etimologia
Il termine generico deriva dal greco 'phytón' = pianta e dalla radice araba 'lakk' = lacca, in riferimento al succo rosso dei frutti di alcune specie. Il termine specifico si riferisce all'esistenza di individui maschili e individui femminili.
Collocazione e caratteristiche
Settore: XIII 16 XVI 04
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni: Altezza: 12 m; diametro 95 cm
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi:
Portamento
Imponente albero semi-deciduo, a rapida crescita alto fino a 20 m, la cui chioma può raggiungere i 15-30 m di diametro, caratterizzato da radici nodose affioranti dal terreno in prossimità del fusto e da un tronco breve e tozzo, diviso in più rami larghi fino a 2 m.
Foglie
Le foglie sono alterne, ovato-lanceolate, mucronate all'apice, verdi con nervatura mediana rossastra, picciolate.
Fiori
I fiori, unisessuali su piante distinte, sono piccoli, bianco-giallastri, riuniti in grappoli penduli; i maschili hanno 20-30 stami, i femminili hanno un ovario di 7-10 carpelli saldati.
Frutti
I frutti sono bacche carnose, di colore bruno a maturità.
Periodo di fioritura
Fiorisce tra la primavera e l'estate.
Coltivazione
Pianta molto rustica e poco esigente per il tipo di substrato, predilige esposizioni soleggiate ed è particolarmente resistente alla salsedine.
Propagazione
Si moltiplica per seme.
Uso
Si coltiva come albero da ombra per il portamento imponente, la chioma espansa e il fogliame persistente a lungo. In Italia, la specie risulta inselvatichita nell'isola di Salina.
Avversità
Difficilmente viene attaccata da parassiti animali.
Curiosità
Si tratta di una specie particolarmente longeva la cui età è difficilmente dimostrabile poichè il legno è privo di cerchie annuali. La pianta mostra, inoltre, una notevolissima resistenza al fuoco perchè i suoi tessuti sono particolarmente ricchi di acqua (oltre l'80 % nei rami e nel fusto); ciò fa sì che mentre le parti verdi non bruciano, quelle secche non sprigionano fiamme.
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