Gramineae
Chiudi
Canna da zucchero  
Saccharum officinarum L.
Sinonimi
Saccharum officinale Salisb.
AreaOrigine
India
Etimologia
Il termine generico, dal latino 'saccharum' e dal greco 'saccharon', deriva dal sanscrito 'sarkara' usato per indicare lo zucchero. Il secondo termine del binomio deriva dal latino 'officina'= laboratorio medico o farmaceutico e si riferisce alle proprietà officinali della pianta.
Collocazione e caratteristiche
Settore: XXI 17
Numero: DF
Collezione: Piante officinali
Dimensioni:
Stato di conservazione: Ottimo
Disponibilità semi: No
Portamento
Pianta perenne cespitosa alta 2-3 m, con culmi erettti, giallo-verdastri, del diametro di 3-5 cm, provvisti di midollo polposo e zuccherino.
Foglie
Le foglie sono lineari-lanceolate, lunghe fino a 1 m e larghe 3-5 cm, di colore verde-scuro, elegantemente ripiegate verso il basso.
Fiori
I fiori, molto piccoli, sono riuniti in infiorescenze a pannocchie, costituite da spighette densamente pelose, con glume acuminate.
Periodo di fioritura
Fiorisce in estate.
Coltivazione
Richiede esposizioni soleggiate, suolo ricco e alte temperature.
Propagazione
Si riproduce per talea dei culmi o mediante i giovani polloni.
Uso
E' una pianta coltivata nelle regioni tropicali per l'estrazione dello zucchero. Tra i prodotti di importanza commerciale ricavati dalla canna, oltre allo zucchero, sono da ricordare il rhum e la melassa.
Curiosità
La storia della Canna da zucchero ha inizio negli orti e nei giardini dei paesi orientali (Cina, Giappone, isole del Pacifico) dove le sue diverse varietà venivano coltivate per masticarne la polpa dolce. La pianta fu introdotta nel Mediterraneo dagli Arabi, tanto che veniva coltivata in Sicilia (zone di Palermo e Messina) e nella Spagna meridionale. Successivamente fu introdotta nelle colonie inglesi, francesi, spagnole, olandesi dell'Africa e del Nuovo Mondo, dove l'industria saccarifera poteva prosperare grazie al lavoro degli schiavi.
Chiudi





© 2005 MEDIAETNA - Credits