Saxifragaceae
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Fior d'angelo, Gelsomino della Madonna  
Philadelphus coronarius L.
Sinonimi
Philadelphus nepalensis Wall. ex Loud.
AreaOrigine
Europa centro-orientale
Etimologia
Il termine generico deriva dal greco 'phileo' = io amo e 'adelphos' = fratello, in riferimento, secondo alcuni, ai molti stami, secondo altri ai numerosi rami che si intrecciano tra di loro. Il termine specifico 'coronarius' = simile a corona allude ai numerosi stami verticillati che spiccano al centro della corolla.
Collocazione e caratteristiche
Settore: XV 06
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni:
Stato di conservazione: Discreto
Disponibilità semi: No
Portamento
Arbusto deciduo, alto 1-3 m, eretto e cespuglioso, con rami esili.
Foglie
Le foglie sono opposte, semplici, lanceolate, a margine dentellato, acuminate all'apice, tomentose sulla pagina inferiore.
Fiori
I fiori, riuniti in fiorescenze cimose, sono vistosi, profumati, di colore bianco. Hanno un calice a 4 lacinie e una corolla di 4-5 petali arrotondati, numerosi stami perigini ed un ovario tetraloculare.
Frutti
Il frutto è una capsula a 4 valve.
Periodo di fioritura
Fiorisce in primavera, tra maggio e giugno. Nelle zone a clima mite la fioritura può anticipare al mese di aprile.
Coltivazione
Pianta abbastanza rustica, resistente al freddo, si adatta a terreni di qualsiasi natura ed a esposizioni sia soleggiate che parzialmente ombreggiate. Necessita di potatura dopo la fioritura per favorire l'emissione di nuovi getti. In coltura sono note numerosissime varietà orticole originate soprattutto per incrocio con altre specie, quali Ph. grandiflorus Willd., Ph. microphyllus A.Gray e Ph. nepalensis Kochne; tra le varietà più note sono da ricordare la var. 'faliis', la var. 'aureis', la var. 'argenteo-marginata' la var. 'bouquet blanc', la var. 'virginal', la var. 'voie lactée', le quali si differenziano per il colore del fogliame, per i fiori doppi o semidoppi, ecc.
Propagazione
Si moltiplica per seme, per talea di legno tenero in estate o per margotta.
Uso
E' comunemente coltivato in parchi e giardini per il portamento e per la fioritura.
Avversità
Il Fior d'Angelo può essere soggetto ad alcune malattie crittogamiche quali il 'mal bianco' (Phyllactinia guttata) che si presenta come un feltro biancasstro e farinoso, provoca avvizzimento delle foglie e va trattato con zolfo bagnabile e prodotti antioidici, la 'maculatura fogliare' (Ascochyta philadelphi, Ranuilaria philadelphi), che provoca la comparsa sulle foglie di macchie scure e disseccamento, va trattata con benomyl, carbendazim o tiram. Frequenti sono gli attacchi parassitari da parte di afidi (Aphis fabae) che provocano grave deperimento e intensa produzione di melata e vanno trattati con aficidi quali pirimicarb e piretroidi.
Curiosità
La specie è naturalizzata in Italia nei boschi termofili delle Alpi orientali e della Toscana, dove tuttavia si rinviene raramente.
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