Euphorbiaceae
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Euphorbia tirucalli L.
AreaOrigine
Africa orientale e India
Etimologia
Secondo Plinio il termine generico fu dato da Dioscoride in onore di Euphorbio, medico di Giuba re della Numidia e Mauritania, scopritore della prima euforbia (E. resinifera Berg.). Il termine specifico è il nome indigeno malese della pianta.
Collocazione e caratteristiche
Settore: IV 22
Numero: DF
Collezione: Piante succulente
Dimensioni: Altezza: 4 m
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Pianta laticifera, succulenta a portamento arboreo, alta da 4 a 12 m, ramificata. I rami sono cilindrici articolati, privi di spine, del diametro di 7-15 mm, leggermente saldati da sottili linee longitudinali più chiare.
Foglie
Le foglie, portate solo dai rami più giovani, sono piccole, di colore verde glauco e precocemente caduche.
Fiori
I fiori sono riuniti in infiorescenze a ciazio e si formano all'apice dei rami.
Coltivazione
Richiede posizioni soleggiate, terreno ben drenato, parzialmente sabbioso e innaffiature limitate al periodo di vegetazione.
Propagazione
Si moltiplica per talea, immergendo il rametto in acqua per bloccare la fuoriuscita del latice, e poi facendo asciugare per alcuni giorni.
Uso
Può coltivarsi in vaso come pianta d'appartamento ma cresce anche molto bene all'aperto.
Interesse
Questa pianta è detta 'pianta della benzina' perchè dal latice si è tentato di estrarre un combustibile alternativo. E' utilizzata come pianta officinale in Congo, India, Indonesia, Filippine. Il latice è fortemente velenoso e irritante per la cute.
Avversità
E' una pianta piuttosto resistente ai parassiti.
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