Fabaceae
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Sophora secundiflora Lag. ex DC.
AreaOrigine
Texas, Messico
Etimologia
Il termine generico deriva dal nome arabo di una pianta indeterminata, presumibilmente simile, anch'essa a fiori papilionacei. Il termine specifico deriva dal latino 'secundus' con il significato di 'che segue, che si dirige' (dal verbo 'sequor') con il suffisso '-flora' indicante 'pianta fiorita', in riferimento ai fiori che nell'infiorescenza sono orientati tutti verso lo stesso lato.
Collocazione e caratteristiche
Settore: XII 14
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni: Altezza: 2,50 m
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Albero sempreverde alto fino a 10 m con tronco sottile.
Foglie
Le foglie sono alterne, imparipennate, formate da 7-9 foglioline oblunghe o obovate, retuse all'apice, lunghe da 3 a 6 cm, quasi sessili, la terminale più ampia delle altre, glabre nella pagina superiore, più chiare e coperte da una fine peluria in quella inferiore, soprattutto lungo la nervatura centrale.
Fiori
I fiori sono riuniti in densi racemi terminali dove si presentano orientati tutti dal medesimo lato; hanno un calice irregolare verde-violaceo, finemente tomentoso e una corolla tipicamente papilionacea di colore viola-azzurro con vessillo che al centro si presenta di colore bianco-crema macchiato di viola. Gli stami sono 10, didinami e l'ovario è unico.
Frutti
I frutti sono legumi monospermi.
Periodo di fioritura
Fiorisce precocemente tra la fine dell'inverno e la primavera, nei mesi di Marzo e Aprile.
Coltivazione
Pianta semirustica cresce bene all'aperto nelle zone a clima mite, teme il freddo prolungato. Predilige esposizioni soleggiate e terreno fertile e ben drenato.
Propagazione
Si moltiplica per seme in autunno.
Uso
Si coltiva come pianta ornamentale per il fogliame e la fioritura precoce.
Avversità
Può essere soggetta ad attacchi parassitari da parte di cocciniglie di vario tipo che provocano deperimento generalizzato, seccume e defogliazione e vanno trattate con olio bianco attivato, oppure da parte di ragnetti rossi che producono ingiallimento ed essiccamento delle foglie, o comparsa di macchie rugginose in corrispondenza delle nervature, e che vanno allontanati meccanicamente con acqua o mediante trattamento con acaricidi solforganici. Tra le malattie crittogamiche, può andare incontro a 'mal bianco' da trattare con zolfo bagnabile o con prodotti antioidici, oppure a 'cancri rameali' (Phomopsis sophorae) da trattare con composti azotorganici (benomyl), ossicloruro di rame o con poltiglia bordolese.
Curiosità
I semi di colore scarlatto, contengono un eteroside tossico, la soforina, usato in Cina per sofisticare l'oppio.
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