Capparidaceae
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Cappero  
Capparis spinosa L.
AreaOrigine
Regione mediterranea, Oriente
Etimologia
Il primo termine del binomio deriva dal greco 'kápparis', nome col quale si designava la pianta. Il secondo termine si riferisce alle stipole delle foglie trasformate in spine.
Collocazione e caratteristiche
Settore: I 02
Numero: DF
Collezione: Piante mediterranee
Dimensioni:
Stato di conservazione:
Disponibilità semi: No
Portamento
Elegante arbusto caratterizzato da tralci lunghi fino a 2 metri, prostrati o ricadenti.
Foglie
Le foglie sono rotonde o ovato-arrotondate, glabre, mutiche o brevemente mucronate, di colore verde lucido.
Fiori
I fiori si sviluppano all'ascella delle foglie superiori; essi sono vistosi, bianco-rosati, forniti di numerosi stami riuniti in un ciuffo di filamenti violetti all'apice.
Frutti
Il frutto è una bacca verde di forma ovoidale.
Periodo di fioritura
Fiorisce nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio e Agosto.
Coltivazione
Di facile coltivazione, predilige, in genere, terreno ben drenato ed un'esposizione a mezzogiorno.
Propagazione
La pianta si moltiplica per talea, per margotta o per seme. La semina si effettua in autunno in posizione soleggiata.
Interesse
Della pianta si utilizzano, per fini alimentari, i boccioli fiorali immaturi (detti bottoni o semplicemente capperi), i frutti, simili a piccoli cetrioli, e le giovani cime dei tralci che si presentano arrossate per l’abbondante presenza di carotenoidi. I capperi, e talora anche i 'cetriolini', vengono utilizzati per aromatizzare e condire un'infinità di pietanze. Meno noto è invece l`uso della pianta come verdura. Un ottimo piatto di verdura si ottiene dai boccioli maturi e dalle cime tenere dei tralci consumati freschi insieme o separati. Queste parti della pianta, prima di essere consumate, necessitano di una adeguata preparazione per la presenza nei loro tessuti di una sostanza amarissima ed irritante (rutina) solubile in acqua. Occorre quindi che la verdura venga sbollentata, strizzata e poi, per un paio di giorni, immersa nell’acqua fredda (meglio se salata), acqua che bisogna sostituire due o tre volte al dì (in dialetto questa procedura è detta 'cura'). Eliminata la sostanza amara, la verdura può essere cucinata e condita con olio, limone e origano.
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