Caesalpiniaceae
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Schotia latifolia Jacq.
AreaOrigine
Africa meridionale
Etimologia
Il termine generico è dedicato al tedesco Richard van der Schot, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, capo giardiniere a Schoenbrun, che accompagnò Jacquin in viaggio in America. Il termine specifico allude alle foglioline con lamina ampia (in latino 'latus' = largo).
Collocazione e caratteristiche
Settore: XX 09
Numero: DF
Collezione: Piante esotiche
Dimensioni:
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi:
Portamento
Albero sempreverde alto 4-10 m, con chioma espansa e getti giovani leggermente tomentosi.
Foglie
Le foglie sono alterne, paripennate, con 4-8 foglioline obovate o ovate, coriacee, glabre, all'apice spesso retuse e provviste di un breve mucrone spinoso, più chiare nella pagina inferiore.
Fiori
I fiori sono riuniti in vistose pannocchie terminali, molto ramificate; sono profumati, subsessili, ermafroditi, con calice di 4 sepali verdi e corolla regolare con 5 petali bianco-rosei, liberi, lineari-oblanceolati, ricurvi all'indietro; gli stami sono 10, vistosi, con filamenti rosati e antere gialle, brevemente saldati alla base; l'ovario è unico con un lungo stilo bianco.
Frutti
Il frutto è un legume grosso, coriaceo, compresso, lungo 5-10 cm, contenente 1-3 grossi semi.
Periodo di fioritura
Fiorisce abbondantemente in estate, nei mesi di Giugno e Luglio.
Periodo di fruttificazione
I frutti persistono sulla pianta sino all'inverno.
Coltivazione
Pianta piuttosto sensibile al freddo, cresce bene all'aperto nelle regioni a clima mite. Predilige esposizioni soleggiate e terreno sciolto, ben drenato, preferibilmente acido.
Propagazione
Si propaga per talea di legno semimaturo, meglio ancora per seme.
Uso
Si coltiva per la vistosa fioritura.
Curiosità
Questa specie è stata introdotta in Europa nel 1815
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