Punicaceae
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Melograno, Granato  
Punica granatum L.
AreaOrigine
Iran
Etimologia
Il termine generico deriva dal latino 'punicum' = cartaginese, in quanto i Romani pensavano che la pianta provenisse dal Nord Africa. Il termine specifico è il nome comune latino della pianta e significa 'ricco di grani', in allusione alla presenza dei numerosi semi legnosi all'interno del frutto.
Collocazione e caratteristiche
Settore: VII 07 O.S. 30
Numero: DF
Collezione: Piante mediterranee
Dimensioni: Altezza: 2,80; diametro del fusto: 20 cm
Stato di conservazione: Buono
Disponibilità semi: No
Portamento
Arbusto cespuglioso o piccolo albero, deciduo, alto fino a 6 m, densamente ramificato, con rami spesso spinosi.
Foglie
Le foglie sono opposte, lanceolato-obovate, talora arrotondate all'apice, coriacee, di colore verde brillante lucido.
Fiori
I fiori sono subsessili, solitari o riuniti in gruppi di 3-5, tubulari, con corolla di colore rosso-arancio e calice gamosepalo, imbutiforme, carnoso, verde-rossastro, formato da 5-8 segmenti, persistente nel frutto.
Frutti
Il frutto, detto balaustio, è una grossa bacca coriacea, sferica, coronata dai resti del calice, di colore giallo-scuro fino all'arancio, internamente suddivisa in numerosi loculi rivestiti da una membrana giallastra, contenenti numerosi semi poliedrici rivestiti da un arillo angoloso, trasparente e succoso che rappresenta la parte commestibile, di sapore dolce-acidulo.
Periodo di fioritura
Fiorisce tra la primavera e l'estate, nei mesi di Giugno e Luglio.
Periodo di fruttificazione
Fruttifica nei mesi invernali (Ottobre, Novembre e Dicembre).
Coltivazione
Pianta piuttosto rustica, resiste bene all'alta temperatura e alla siccità, tollera il freddo ma teme le gelate. Predilige esposizioni soleggiate e si adatta a qualsiasi tipo di terreno. Sono note alcune varietà a fiori bianchi, screziati o doppi, nonché una varietà 'nana', alta fino a 2 m e coltivabile in vaso.
Propagazione
Si moltiplica per seme in primavera o per talea di legno semimaturo in estate.
Uso
Naturalizzata in gran parte della regione mediterranea, si coltiva frequentemente come pianta ornamentale per i fiori e per i frutti.
Interesse
L'arillo succoso che avvolge i semi è commestibile e viene per lo più consumato direttamente oppure utilizzato nella preparazione di uno sciroppo rinfrescante e diuretico (granatina), gelatine e bevande fermentate. Dal pericarpo coriaceo si estraggono tannini utilizzati nella concia del cuoio e produzione di inchiostro. La corteccia della radice, ricca alcaloidi (pelletierina, isopelletierina, metilpelletierina e psudopelletierina), acido digallico, acido punicotannico, mucillagini, ossalato di calcio, amido, ecc., ha proprietà tenifughe. Raccolta preferibilmente in Ottobre e Novembre, nella medicina popolare veniva somministrato come decotto o estratto fluido.
Curiosità
Il melograno è noto sin dall'antichità; nel Vecchio Testamento, Salomone lo cita come pianta della Terra Promessa e i Cartaginesi lo coltivavano per i frutti considerati anche simbolo di fertilità. Il nome della pietra preziosa 'granato' deriva dal suo colore simile a quello dei semi di melograno.
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