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Università 

La fondazione dell'Orto Botanico di Catania nel secolo scorso costituì il compimento di un lento processo di maturazione culturale che portò al riconoscimento, all'interno del mondo universitario catanese, dell'importanza degli studi botanici.
Per la comprensione di questo processo è necessario risalire almeno al Rinascimento quando la cultura catanese assunse una fisionomia propria e avvertì il bisogno di creare un istituto di istruzione superiore.
La fondazione dell'Università fu la conseguenza del movimento di idee che, iniziato nei grandi centri intellettuali della penisola, si propagò fino alla Sicilia.
Per la fondazione dello Studium generale fu determinante la sensibilità di re Alfonso V d'Aragona, il Magnanimo, salito al trono di Napoli nel 1443. Amante del fasto e della grandezza, egli avvertì la necessità di sollevare dal rapido decadimento la città di Catania che aveva molto risentito del trasferimento a Palermo della residenza reale. Grazie alla sua politica amichevole verso Papa Eugenio IV fu possibile ottenere la concessione pontificia dello Studio catanese.
Il 19 ottobre 1445 fu inaugurato il primo anno accademico nell'edificio di fronte alla Cattedrale (successivamente distrutto dal terremoto del 1693), con sei docenti direttamente nominati dal Viceré. Lo Studio comprendeva quattro sezioni fondamentali:

- Teologia
- Diritto canonico e civile
- Fisica (Medicina) e Filosofia
- Arti liberali (Lettere).

 
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