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Dipartimento di Botanica
 

Loreto Grande (1878-1965)

Nacque il 20 aprile 1878, da una famiglia fra le più solide e numerose di Villavallelonga, fin dal primi anni evidenzia una straordinaria intelligenza e un acume eccezionale nell’osservazione della natura, frequenta il ginnasio di Avezzano, dopo si trasferisce a Tivoli e successivamente ad Arpino, dove termina gli studi liceali, concludendo in cinque anni un curriculum di otto anni. La sua opera si colloca in originale sintonia con la flora dei monti marsicani e segna il passaggio dalle esperienze degli erboristi locali alla sistemazione scientifica delle conoscenze e dei reperti. Dopo gli studi liceali il Grande si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli, dove la vivissima inclinazione per gli studi naturalistici gli procura l’amicizia del botanico Michele Guadagno che lo avvicina alle lezioni di botanica, seguite con molta attenzione e con grande entusiasmo. Nell’autunno del 1903, a soli 25 anni, scrive il suo primo lavoro scientifico e, nell’anno successivo, ne ottiene la pubblicazione dal titolo “Primo contributo alla flora di Villavallelonga nella Marsica. Si occupò della flora napoletana, calabrese e lucana, tecnico presso l'Orto botanico napoletano; a testimonianza della sua opera di esplorazione floristica si conserva presso l'erbario napoletano una collezione di saggi relativa alle piante raccolte sui Monti Tifatini, in Lucania e in altre località dell'Italia centrale e meridionale. Ma la funzione tecnica, seppure remunerativa, lo distrae dal conseguimento del titolo accademico. La sua non è una rinuncia allo studio e alla fatica che esso comporta, ma una rinuncia al titolo che si pone in funzione strumentale per “far carriera” e non è in grado di assicurare la competenza e tanto meno di garantire la scienza. Con tali intendimenti pubblica ben 22 contributi scientifici nel periodo compreso fra il 1904 e il 1932, dall’età di 26 ai 54 anni, con lavori sulla flora mediterranea e con le famose rettifiche all’Index Kewensis che gli procurano l’attenzione di numerosi studiosi europei. Il fondamentale erbario del Grande, dopo essere stato pubblicato, viene donato all’Istituto di Botanica dell’Università di Roma.




Riferimenti
www.floracampana.unina.it


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