050 † Grotta del Bue

La grotta è descritta in MICELI, 1972. « ... si presentava un fosso a pareti perfettamente verticali. La profondità del fosso era di circa tre uomini sovrapposti, ergo sui 5 m. Ho il molto vago ricordo che un tratto della parete, forse quello di levante, era in parte franato. Scesi giù, si presentò uno spettacolo imprevisto: sotto la parete di tramontana vi era un apertura il cui asse maggiore era l'orizzontale. L'altezza forse era sul metro, la lunghezza parecchi metri. Vi era gran copia di massi precipitati o lanciati dall'alto; dall'ammasso di pietre che era disuguale, difatto emergeva tutta la parete posteriore di un bue mummificato la pelle del quale presentava ancora peli. Il colore era rossiccio. Oltre il bue l'apertura continuava. Superato il tratto iniziale era evidente una assai vasta cavità inclinata verso nord, se non sbaglio, di ciraca 45 gradi ed in siffatto modo che tetto e piano della cavità erano in gran parte paralleli. In fondo collabivano. Avevamo con noi solo poche candele. Di più mentre il tetto era liscio, la parte inferiore, cioe' il piano della cavità, era cosparso di grossi macigni per cui era molto difficoltoso procedervi. Direi che l'altezza massima della cavità (distanza cioè fra il tetto e il piano della cavità) nel punto massimo non superasse i 2-3 m. La larghezza massima, se il mio ricordo non è eccessivamente alterato dagli anni, doveva essere tra i 25-50 m. »