Generalità

La parola "Carso" (Kars) deriva da Karra che significa pietra, ma ha originato nel corso dei tempi diversi altri suoi derivati, oltre ad aver dato il nome al territorio ubicato sul confine fra l'Italia e la ex Iugoslavia dove sono stati effettuati i primi sistematici studi sul carsismo.

Un paesaggio "carsico" si differenzia da altri paesaggi naturali per la presenza di particolari micro e macro morfologie, quali scannellature (karren), vaschette, doline, polye, inghiottitoi e grotte, generate prevalentemente dall'azione corrosiva delle acque.

Un paesaggio carsico può essere, altresì, caratterizzato dalla completa assenza di deflusso idrico superficiale (conche endoreiche, valli sospese, ecc.), dalla presenza di punti di perdita nel sottosuolo delle acque meteoriche (inghiottitoi) e dalla venuta a giorno di acque sotterranee sotto forma di condotti sorgentizi. In generale la circolazione idrica sotterranea nei suddetti terreni si sviluppa in una rete più o meno diffusa di discontinuità strutturali, quali faglie e diaclasi, generatisi nelle rocce a causa di deformazioni di natura tettonica.

Le grotte naturali sono, pertanto, elementi peculiari di un paesaggio carsico e si originano in rocce solubili per effetto della azione dissolvente, esercitata dalle acque acide contenenti anidride carbonica, all'interno di fratture.

Le rocce solubili sono principalmente i carbonati (calcari e dolomie) e le evaporiti (gessi e anidriti), entrambi presenti in Sicilia in diversi settori dell'isola.


Genesi e morfo-strutture

Il motore che genera il processo carsico è il ciclo idrologico, mentre i fattori chimici, fisico-chimici, litologici, biologici e climatici ne influenzano lo sviluppo e l'evoluzione più o meno rapida.

Le strutture tettoniche, che costituiscono la rete di micro e macro fratture presenti negli ammassi rocciosi solubili, governano lo sviluppo spaziale della cavità in relazione sia alla frequenza di fratturazione, che alla direzione e inclinazione dei giunti di stratificazione.

Una classificazione delle cavità carsiche su base strutturale le suddivide in:

- cavità di interstrato;

- cavità di frattura;

- cavità miste di interstrato-frattura.

Le cavità carsiche possono essere altresì classificate in ambiente vadoso, freatico e misto freatico-vadoso. Le prime si sviluppano nella rete di fratture che viene interessata dal flusso idrico solo durante i periodi piovosi; hanno uno sviluppo per lo più verticale (pozzi vadosi) e contribuiscono al trasferimento più o meno rapido del flusso idrico verso gli ambienti freatici maggiormente profondi di un massiccio carsico.

Le cavità di ambiente freatico sono, invece, occupate interamente dalle acque che saturano fino al livello impermeabile la rete di fratture presenti. Il flusso idrico, che in questa zona è essenzialmente di tipo orizzontale, determina il trasferimento delle acque dalla zona di accumulo a quella di emergenza, che potrà essere o una sorgente, se ubicata lungo una vallata, o una risorgenza sottomarina se in prossimità della costa.

In ambiente freatico prevalgono le azioni di carsificazione di tipo chimico, mentre nella fascia di oscillazione freatica, caratterizzata da variazioni stagionali del flusso idrico, i condotti carsici possono presentare morfologie miste freatico-vadose (canali di volta, cupole, camini, forre, scallops, ecc.) dovute sia all'azione corrosiva, che a quella puramente meccanica provocata dall'azione cinetica delle acque.

Di particolare importanza ai fini della datazione dei cicli spleogenetici e delle ricostruzioni paleoambientali, risultano i riempimenti di grotta costituiti da depositi detritici (ciottoli, sabbie, silt e argille), minerali (calcite, aragonite, gesso, ecc.) e misti detritico-minerali (ritmiti). I depositi minerali, che ricoprono in vario modo gli ambienti generalmente vadosi, possono assumere forme varie in relazione al meccanismo genetico e alle particolari condizioni fisico-climatiche e chimiche che caratterizzano in quel dato momento l'ambiente carsico di formazione. Oltre alle classiche stalattiti e stalagmiti, le concrezioni eccentriche, colonnari, le cortine, le lame e le vaschette concrezionate rappresentano alcune fra le più ricorrenti morfologie da depositi minerali presenti nelle grotte carsiche.

Le cavità carsiche possono essere, infine, classificate come epigeniche ed ipogeniche a seconda che il fenomeno di carsificazione abbia avuto un'origine "superficiale", cioè con sviluppo della carsogenesi dall'alto verso il basso di un massiccio, o un'origine profonda quando è associato a manifestazioni idrotermali.



Le aree carsiche della Sicilia

Le aree carsiche siciliane, in relazione al tipo di roccia solubile affiorante, possono essere suddivise in:

Le aree carsiche nei calcari

Le principali aree carsiche della Sicilia in affioramenti calcarei, sono:

- area carsica degli Iblei;

- area carsica delle Madonie;

- area carsica dei monti di Palermo;

- area carsica dei monti del Trapanese;

- area carsica dell'Agrigentino.

- area carsica dei Nebrodi

L'area carsica degli Iblei

L'area carsica degli iblei interessa buona parte del settore sud-orientale siciliano dove si collocano prevalentemente le province di Ragusa e Siracusa.

Questa area, sotto il profilo carso-strutturale, può essere a sua volta suddivisa in:

* settore carsico sud-occidentale e sud-orientale ibleo;

* settore carsico nord-orientale ibleo.

Settore carsico sud-occidentale e sud-orientale ibleo

Il suddetto settore interessa buona parte dell'altipiano ragusano (zona sud-occidentale), dove affiora l'alternanza calcareo-calcarenitico-marnosa della Formazione Ragusa di età Oligocene superiore Miocene inferiore, e parte dell'altipiano siracusano (zona sud-orientale, Palazzolo Acreide, Noto, Avola), dove affiorano le calcareniti della Formazione Palazzolo di età Tortoniano medio Messiniano.

Nel suddetto settore alcune delle manifestazioni carsiche più interessanti sono:

- la grotta del Salto;

- la grotta di Bremi:

- la grotta del Topo;

- la grotta del Gigante;

- la grotta di Mastro Carmine;

Settore carsico nord-orientale ibleo

Il suddetto settore carsico, molto più interessante del primo per sviluppo delle cavità, occupa buona parte della Provincia di Siracusa, dove emergono i calcari algali della Formazione dei Monti Climiti di età Oligocene medio Tortoniano, e include altresì, sotto il profilo stratigrafico-strutturale, la estrema porzione sud-orientale (zona di Pachino-Capo Passero) dove affiorano i calcari a rudiste del Cretaceo superiore e le calciruditi a Nummuliti dell'Eocene medio.

In questo settore sono presenti le seguenti principali manifestazioni carsiche:

- sistema carsico Villasmundo-Alfio;

- grotta Palombara;

- grotta Monello;

- grotta Genovese;

- grotta Scrivilleri;

- grotta Pellegrino;

- grotta di Calafarina;

- grotta del Fico.

L'area carsica delle Madonie

Nel settore orientale delle Madonie affiora una potente successione di calcari di piattaforma carbonatica, estesa dal Trias superiore al Cretaceo, nota come Complesso Panormide. Fa parte, più in generale, delle Unità della Catena Appennino-Maghrebide, costituita da un complesso sistema di falde accavallatesi con vergenza africana, e derivanti dalla deformazione di depositi appartenenti a diversi domini paleo-geografici.

In questo settore delle Madonie sono presenti alcuni fra i più interessanti sistemi carsici siciliani quali:

- l'Abisso del Vento;

- l'Abisso del Gatto.

L'area carsica dei Monti di Palermo

In tale area, dove compaiono le successioni di calcari recifali del Complesso Panormide, sono presenti le seguenti principali cavità carsiche:

- Abisso della Pietra selvaggia;

- Pozzo dello Sbanduto;

- Zubbione della Pizzuta;

- Grotta del Pidocchio.

L'area carsica del Trapanese

Nel trapanese, in relazione alle diverse unità stratigrafico-strutturali affioranti interessate dai processi di carsificazione, possono essere distinti i seguenti principali settori carsici:

* settore del Monte Inici;

* settore del Monte Sparagio - Monte Palatimone - Monte Speziale - Capo S. Vito.

Settore Monte Inici

Nel primo settore affiorano le Unità Trapanesi costituite da una successione di calcari stromatolitici e dolomie del Trias sup. - Lias medio, ricoperta da calcari a crinoidi e da Rosso Ammonitico del Giurassico medio-sup.

Nel suddetto settore sono presenti alcuni importanti e profondi sistemi carsici quali:

- l'Abisso dei Cocci;

- l'Abissso dell'Eremita.

Settore Monte Sparagio-Monte Palatimone-Monnte Speziale-Capo S.Vito

Nel secondo settore, in cui sorgono calcari e dolomie del complesso Panormide, sono presenti le seguenti principali cavità:

- Abisso del Purgatorio;

- Abisso delle Gole di Cipollazzo;

- Grotta di Monte Cofano;

- Pozzo Palatimone;

- Abisso Ilice.

L'area carsica dell'Agrigentino

Nella provincia di Agrigento le principali manifestazioni carsiche nei calcari si concentrano in alcune limitate aree, ubicate nel settore occidentale, dove affiora la successione meso-cenozoica carbonatica conosciuta con il termine di Unità Saccense.

Nel Monte San Calogero, in particolar modo, sono presenti importanti e profondi fenomeni carsici, legati con molta probabilità a genesi ipogenica idrotermale, noti sin dalla antichità con il nome di Stufe di San Calogero.

Cavità carsiche fossili sono pure presenti negli affioramenti calcarei delle Gole della Tardara, sui versanti a valle dello sbarramento del Lago Arancio.

L'area carsica dei Nebrodi

A NE dell'allineamento San Fratello - Taormina affiorano le unità Calabridi costiutite da varie falde di terreni metamorfici con resti dell'originaria copertura sedimentaria mesozoico-terziaria. Quest'ultima annovera terreni carbonatici carsificabili costituiti, nell'Unità Longi-Taormnina, da calcari algali, dolomie e calcari neri del Lias inferiore.

Mentre negli affioramenti calcarei di Taormnina non sono state al momento segnalate cavità carsiche, in quelli del settore tirrenico (zona di Longi) sono invece presenti alcune cavità, la più interesante delle quali è la grotta del Lauro, nei pressi delle Rocche del Crasto ad Alcara li Fusi.

Le aree carsiche negli affioramenti evaporitici

In Sicilia compaiono le più complete successioni di evaporiti depositatisi nel Mediterraneo durante il Miocene superiore. La successione gessoso solfifera dal punto di vista litostratigrafico è stata suddivisa in due grandi unità evaporitiche:

1) l'Unità evaporitica inferiore, costituita da tripoli, calcari evaporitici, gessi selenitici e laminari, sali, gessareniti e argille;

2) l'Unità evaporitica superiore, costituita da gessi, calcari bioclastici e sabbie argillose.

Le principali aree carsiche in affioramenti evaporitici della Sicilia sono:

- l'area del Belice;

- l'area del Nisseno-Agrigentino;

- l'area del Palermitano;

- l'area dei Monti Erei;

- l'area dei Monti Peloritani.

- l'area dei Monti Iblei.

Alcune delle principali cavità carsiche nei gessi sono:

- la grotta di Santa Ninfa;

- la grotta di Sant'Angelo Muxaro;

- la grotta di Naro;

- inghiottitoio di Monte Conca.


Catasto

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